Il Tribunale di Napoli ha condannato l’Enel Distribuzione S.p.A. alle spese del procedimento proposto da un utente che si era rivolto al Movimento Difesa del Cittadino per vedere accolte le sue richieste. La società di distribuzione dell’energia, infatti, aveva minacciato l’utente di sospensione dell’erogazione a seguito della contestazione di una super bolletta.

"Il provvedimento di condanna alle spese del Tribunale di Napoli – sostiene l’avvocato Eugenio Diffidenti che ha curato la vertenza per il MDC – se confermato in sede di impugnazione già proposta dalla società erogatrice, rappresenta certamente un precedente importante perché dovrebbe dissuadere l’Enel Distribuzione S.p.A., per il futuro, dal tenere comportamenti di eguale arroganza nella gestione delle contestazioni sulla fornitura di energia elettrica".

La disavventura del sig. I. G., invalido civile al 100%, ha avuto inizio nel maggio del 2005 allorquando ha ricevuto una bolletta da Enel Distribuzione S.p.A. notevolmente superiore a quelle abitualmente recapitate e dell’importo di € 1.632,19. Il sig. I.G. ha provveduto a contestare la bolletta esponendo che l’importo era notevolmente superiore alla media di quelli pagati dall’attivazione del servizio, e di aver utilizzato sempre in modo analogo la fornitura con gli stessi elettrodomestici. L’Enel riscontrava la contestazione riaffermando l’esattezza della bolletta, ed assumendo che la somma era stata calcolata a seguito di conguaglio per l’attivazione del sistema di telelettura nell’aprile del 2005, dopo l’installazione del contatore elettronico sull’utenza del sig. I.G. avvenuta nel dicembre del 2002.

L’utente dopo aver pagato € 100,00 in acconto sulla bolletta oggetto di contestazione ha proposto giudizio innanzi al Giudice di Pace di Barra, ove attualmente è in corso, tendente a far dichiarare illegittima la richiesta di pagamento impugnata, ma Enel Distribuzione S.p.A., pur avendo ricevuto l’atto di citazione in data 16/08/2005 ed il pagamento in acconto, riaffermava il proprio orientamento a sospendere la fornitura, proposito parzialmente attuato in data 25/08/2005 con la riduzione dell’erogazione del 20%. Per tal motivo l’utente era costretto a presentare il ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. dinanzi al Tribunale di Napoli per inibire la minacciata sospensione paventata con lettera del 05/09/2005 ricevuta in data 08/09/2005, e per ottenere la riattivazione piena della fornitura, diminuita per presunta morosità contestata.

L’Enel, due giorni prima dell’udienza fissata per il 29/09/2005, riattivava la fornitura completa e s’impegnava dinanzi al Magistrato designato a non sospenderla più fino all’esito del giudizio innanzi al Giudice di Pace. L’utente, di persona e tramite i buoni uffici del MDC, contestava in giudizio il comportamento di Enel e chiedeva in ogni caso la condanna della società erogatrice del servizio al pagamento delle spese, diritti ed onorari del procedimento, anche in considerazione della condizione economica del ricorrente che non è di certo agiata.

Il Giudice, con provvedimento preso successivamente fuori udienza, ha dichiarato cessata la materia del contendere, per la riattivazione piena del servizio effettuata dalla società erogatrice prima della causa, ed ha però condannato Enel Distribuzione S.p.A. alla spese di cause nella misura di € 720,00. Nello stesso periodo, Enel ha tentato di interrompere la fornitura del servizio ad altro utente nelle medesime condizioni del precedente, che si era già rivolto al MDC, inviando direttamente un operaio per sigillare il contatore, ma l’azione è stata sventata dall’utente di San Giorgio a Cremano che ha minacciato di richiedere l’intervento dei carabinieri.

MDC Area Vesuviana già circa due anni fa evidenziò e denunciò all’utenza ed ai mass media, l’anomala procedura di installazione dei contatori elettronici che non prevedeva la presenza dell’utente, ne il rilascio di alcuna ricevuta, ma semplicemente lo scatto di una fotografia digitale, da parte degli incaricati della società fornitrice, della misurazione del vecchio contatore, che quando viene nitida in ogni caso non è idonea alla lettura del numero di matricola identificativo del contatore sostituito, in quanto il detto numero è il più delle volte inciso (per tal motivo non è possibili riferire la lettura all’utente ed al numero di matricola del suo contatore).

Nel caso di specie bisogna inoltre evidenziare che Enel Distribuzione S.p.A. non avendo provveduto, come detto, alla compilazione tramite i suoi operatori del verbale relativo alle operazioni di sostituzione del "vecchio" contatore elettromeccanico con il "nuovo" contatore elettronico, all’atto della sostituzione ed in presenza dell’utente, avrà non poche difficoltà a dimostrare, in caso di contestazione in sede di emissione di bollette di conguaglio con importi spropositati per una misurazione successiva comunicata dall’utente o per l’attivazione del sistema di telelettura, che i contatori elettronici misurassero effettivamente zero al momento della loro sostituzione.

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