"L’Italia è troppo dipendente dall’estero e troppo vulnerabile sul fronte dell’energia". E’ quanto rileva l’Adiconsum che precisa: "per i prossimi tre mesi non c’é rischio di aumento dei prezzi" visto che le tariffe del gas sono regolate dall’Autorità; ma – aggiunge – il problema "si porrà per il dopo, qualora la crisi russo-ucraina non dovesse avere una soluzione rapida". Adiconsum lamenta che, nel caso del gas metano, "le reti di trasporto ed i depositi di stoccaggio sono in mano a privati (Eni), i quali com’é ovvio non hanno alcun interesse a mantenere alta l’offerta del gas per contenere i prezzi".

"Solo qualche anno fa si parlava di ‘bolla’ del gas metano per giustificare la mancanza di investimenti – spiega l’associazione- Ora occorre andare oltre l’emergenza per assumere decisioni e provvedimenti di lungo periodo, vale a dire diversificando le fonti di approvvigionamento con l’accelerazione dei lavori per il potenziamento dell’attuale rete dal Nord Africa o con una seconda rete via Sardegna; costruendo i degassificatori già previsti e programmati, che consentirebbero l’importazione di gas liquido tramite navi-cisterna; trasferendo in mano pubblica le reti di trasporto e i depositi di stoccaggio (come già previsto per la rete elettrica) a garanzia di un’offerta sempre adeguata e quindi di prezzi contenuti; e, infine, sviluppando la ricerca sulle energie alternative, in primis nel solare".

 

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