"Tutti i nodi vengono al pettine. Un vecchio adagio ma anche il modo migliore per descrivere l’emergenza gas che ci troviamo ad affrontare in questo mese che è nello stesso tempo il primo dell’anno e l’ultimo della legislatura". Così esordisce Enrico Letta alla III Conferenza Nazionale sulle Politiche Energetiche organizzata dalla Margherita.

Solo il caso ha voluto che l’iniziativa coincidesse con il "core business" della settimana: pensata per ridare valore ad un tema dimenticato dal Governo – spiega Ermete Realacci nella sua relazione introduttiva – la conferenza è stata l’occasione per rendere note le proposte del partito in tema di energia. Infatti – aggiunge Letta – l’emergenza di questi giorni è legata principalmente alla mancanza di una politica energetica seria e condivisa.

I prossimi cinque anni – aggiunge Letta elencando le proposte – devono essere cinque anni di obiettivi: innanzitutto gli sforzi del governo dovranno indirizzarsi verso un ammodernamento delle infrastrutture investendo su gasdotti e rigassificatori. L’obiettivo "numero uno" è ampiamente condiviso dall’Amministratore Delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, che sostiene: "investire in rigassificatori è l’unico modo per uscire dallo stato di dipendenza che oggi ci caratterizza". Altro obiettivo è prevedere piani di razionalizzazione dell’uso dell’energia così come la definizione di ruoli istituzionali e circuito virtuoso di cooperazione tra governo, AEEG e Antitrust, e tra Governo, Regioni ed Enti locali. In ultimo non in ordine di importanza – continua Letta – prevedere strumenti idonei al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Le proposte sommariamente elencate – suggerisce in conclusione Letta – potranno essere discusse nuovamente nel corso di una Conferenza Nazionale all’inizio della legislatura che fissi gli indirizzi di politica energetica.

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