Il Ministro delle Attività Produttive, On. Claudio Scajola, ha convocato per domani, 3 gennaio, il "Comitato permanente di emergenza e monitoraggio del sistema nazionale del gas naturale". Il Comitato valuterà, sotto il profilo tecnico, l’incidenza dei cali riscontrati nelle importazioni di gas dalla Russia sul sistema italiano e verificherà la necessità di adottare ulteriori misure per fronteggiare la situazione, oltre a quelle già adottate e in corso di applicazione consistenti nell’obbligo per le imprese importatrici di rendere massime le importazioni da altri Paesi. "La dipendenza energetica dell’Italia dall’estero è dell’84,6%. Questo governo che sta per concludere il mandato affidatogli dal popolo italiano è in grado di produrre un colpo d’ala o si adagia nel tran-tran quotidiano preferendo la strada di penetrazione nella Valtellina in luogo della Strategia di Lisbona?". Se lo chiede il segretario del Pri e vice ministro dell’Ambiente Francesco Nucara che in un editoriale per "La voce repubblicana" rilancia l’opzione nucleare "unica energia alternativa seria".

La crisi russo-ucraina potrebbe costare cara ai consumatori italiani, con un aumento delle bollette "bene che vada tra i 20 e i 30 euro a famiglia". L’allarme è dell’Intesa Consumatori, secondo cui di fronte a una carenza dell’offerta di gas è inevitabile un aumento delle tariffe. "E’ certo che dopo quelli già annunciati ci saranno nuovi rincari – afferma Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, una delle associazioni dell’Intesa – Ci auguriamo che l’Autorità dell’Energia non assecondi i desiderata dell’Eni e intervenga per contenere gli aumenti".


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