Le bollette della luce e del gas, nonostante il ripiegamento delle quotazioni del petrolio negli ultimi mesi, dovrebbero rimare ferme. La previsione arriva dagli esperti tariffari che per il prossimo trimestre gennaio-marzo non prevedono ribassi. Anche se ci sarebbe stato – sostiene Davide Tabarelli di Nomisma Energia – lo spazio per un allentamento dei prezzi.

Per quanto riguarda le bollette elettriche a gennaio si sarebbe potuta registrare – prosegue Tabarelli – una discesa dei prezzi intorno al 2%, grazie all’allentamento delle tensioni sui mercati internazionali del greggio. Un ribasso che sulle bollette delle famiglie "tipo" – quelle cioè residenti, con 3 Kw di potenza impegnata e consumi sui 225 chilowattora mensili – si sarebbe potuto tradurre in un risparmio di 0,3 centesimi al kwh. Vale a dire in uno sconto di quasi 8,5 euro su base annuale, rispetto alle attuali tariffe.

Uno spazio di discesa delle bollette che però – sottolinea Tabarelli – potrebbe essere assorbito dalla necessità di recuperare fondi per la copertura di alcuni extra-costi. Primi tra tutti il Cip6, gli incentivi dovuti cioè dal sistema elettrico alle imprese produttrici che utilizzano fonti rinnovabili e assimilate secondo quando deciso nel 1992 con la delibera numero 6 dell’allora Comitato Interministeriale Prezzi.

Nessun beneficio nelle tasche degli utenti, per ora, è atteso arrivare anche sul fronte delle bollette del gas. Il calo dei prezzi della materia prima (le quotazioni del metano sono collegate a quelle del greggio) dovrebbe comportare un calo inferiore alla "soglia di invarianza", al tetto cioè oltre il quale la variazione viene trasferita sui prezzi dei clienti finali.

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