Il Parlamento europeo ha adottato, nei giorni scorsi, una risoluzione comune che chiede una maggiore diversificazione delle fonti e delle forniture energetiche per ridurre la dipendenza dell’Ue dalle importazioni di petrolio in modo da rendere l’economia dell’Unione "meno dipendente dai combustibili fossili e più efficiente sul piano energetico del mondo entro il 2020".

La risoluzione prende atto "con preoccupazione" del continuo aumento del prezzo del greggio e delle sue ripercussioni sulla competitività delle imprese e sull’economia generale della popolazione. I deputati osservano inoltre che tale aumento influenza negativamente i livelli di crescita, ostacolando così il conseguimento degli obiettivi di Lisbona.

Gli eurodeputati si sono espressi perché preoccupati dalla dipendenza dell’Europa dalle importazioni di petrolio. Allo stesso tempo ritengono necessaria una strategia globale per promuovere il risparmio e l’efficienza energetici, nonché il ricorso a fonti alternative, "visto l’elevato consumo di petrolio degli Stati Uniti" e il parallelo incremento osservato nelle economie emergenti come Cina ed India.

Per il Parlamento, "la risposta più logica" all’aumento del prezzo del petrolio "consiste nel passare a fonti energetiche alternative". Pertanto, "sostiene con decisione" la necessità di un follow up delle strategie e di misure concrete, promuovere la ricerca e sviluppo, incrementare l’uso delle energia rinnovabili e incentivare l’efficienza energetica.

I deputati, inoltre, invitano la Commissione a presentare delle proposte per utilizzare la politica in materia di responsabilità sociale delle imprese, con lo scopo di attrarre maggiori investimenti privati per i programmi di risparmio energetico e per le tecnologie energetiche alternative.

Il Parlamento esorta l’Esecutivo a proporre nuove misure riguardanti il settore dei trasporti pubblici (che rappresenta il 70% del consumo totale nell’Ue). Ciò sia per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento in prodotti petroliferi sia per tutelare l’ambiente, "includendo ad esempio l’impiego di motori più efficienti sotto il profilo dei consumi e il passaggio a tecnologie di alimentazione e propulsione alternative".


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