La Giunta regionale del Piemonte ha approvato il disegno di legge Disposizioni in materia di rendimento energetico nell’edilizia, provvedimento di attuazione della direttiva comunitaria 2002/91/CE, recepita dall’Italia con il Dlgs 192/05 con cui vengono dettati i criteri, le condizioni e le modalità per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici al fine di favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica. L’Assessore all’Industria ha sottolineato che " si tratta di un provvedimento che mette ordine in un settore importante per l’economia piemontese. L’ edilizia assorbe oltre il 30% dei consumi energetici della Regione e conseguentemente un intervento in questo ambito risulta tanto più necessario in un periodo, come l’attuale, che ha messo in evidenza la vulnerabilità dei nostri approvvigionamenti energetici. Il problema è anche di natura ambientale, stante i vincoli sempre più pressanti che le normative comunitarie impongono in materia di qualità dell’aria e che vedono il Piemonte tra le regioni italiane che rispettano con maggiore difficoltà i parametri di PM10 e di ossidi di azoto (NOx)."

Il disegno di legge, che è stato trasmesso al Consiglio regionale in questi giorni per la sua approvazione definitiva, coniuga il rispetto di quanto previsto dalle direttive comunitarie con la ricerca di gravare il meno possibile sui cittadini in termini sia economici, sia di adempimenti. In particolare vengono stabiliti parametri energetici più vincolanti per gli edifici di nuova costruzione o ristrutturati al fine di migliorare il comfort delle abitazioni e alleviare i costi delle bollette energetiche per le famiglie. Si introduce, inoltre, l’obbligo della certificazione energetica degli edifici cosicchè i cittadini – come già avviene per gli elettrodomestici – possono, in maniera trasparente, avere evidenza dei consumi energetici dell’edificio che stanno per acquistare o affittare. Naturalmente anche l’ambiente ne trarrà benefiicio soprattutto nei centri urbani, che sono le aree più critiche in termini di qualità dell’aria che si respira.

 

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