La giunta regionale pugliese ha preso atto del documento preliminare sul Pear, il piano energetico ambientale regionale che è stato presentato ieri nel corso di una conferenza stampa dal presidente Vendola, dall’assessore all’Ecologia Michele Losappio, dal vicepresidente Sandro Frisullo e da Rodolfo Pasinetti e Gian Maria Gasperi di Ambiente Italia – Aforis, le società che hanno stilato il piano. "I prossimi passaggi – ha spiegato Losappio nell’introduzione – saranno quelli in Consiglio con la riunioni congiunte della IV e V commissione per il prossimo 16 marzo. La concertazione poi proseguirà con gli incontri in Provincia e per i primi giorni di maggio in Giunta per l’approvazione definitiva". Un piano di 83 pagine che contiene tutte le indicazioni per i "punti caldi" della politica energetica come il carbone, l’eolico, le emissioni di CO2, il solare, i rigassificatori, il nucleare e l’idrogeno.

"L’impostazione è snella a fronte delle 600 pagine del precedente piano – ha dichiarato Losappio – che erano un modo per non effettuare scelte. La Puglia produce oggi 6100 MW, il doppio di quanto consuma. Diremo no a buona parte del carbone, che taglieremo del 25% anche a costo di forti trattative con importanti imprese. Ma in prospettiva c’era il passaggio al triplo della produzione rispetto al consumo, cosa che cercheremo di limitare. Anche con il passaggio all’eolico, ma a particolari condizioni di non deregulation".

Il vicepresidente Frisullo, che ha anche la delega all’Industria energetica si è detto "d’accordo con l’impostazione del piano che punta all’efficienza energetica. Le nuove imprese potranno approfittare delle migliori tecnologie, puntando a fonti energetiche rinnovabili. Nessun tetto sarà infine messo alle fonti rinnovabili, per arrivare a quanto prescritto dal protocollo di Kyoto. Per la Puglia è previsto un rigassificatore che dovrà assoggettarsi alle procedure di Via. A Brindisi com’è noto le popolazioni, gli enti locali e la Regione hanno rifiutato quella localizzazione, la Regione vuole la procedura di Via".

Il presidente Vendola ha concluso l’incontro. "Rifiutiamo qualsiasi impostazione autartica sul problema energetico, che è un problema di livello europeo e che andrebbe affrontato anche in vista del rapporto con i Balcani che devono essere interconnessi con la Puglia e il resto d’Europa". Vendola ha proseguito indicando alcune priorità. "Ci piacerebbe che la Puglia diventasse uno dei più importanti parchi energetici alternativi. La fine della moratoria sull’eolico è legata a principi di necessità di programmazione. Di eolico qui ne vogliamo molto, ma di alta qualità. Sul fotovoltaico punteremo per costruire centrali modulari, nel Salento, magari legati al distretto delle nanotecnologie".

"I progetti di ristrutturazione urbana – secondo Vendola – poi passeranno attraverso la priorità del solare termico per fini di risparmio e lotta agli sprechi. Per l’idrogeno "verde" ci ispireremo a quello che si sta sperimentando con successo in California. E per le biomasse dovremo rifare la Pac, la politica agricola comunitaria che invece condanna a morte alcuni segmenti produttivi".

Il capitolo dei combustibili fossili per il presidente "passa attraverso i gasdotti che incoraggeremo, per l’uso del metano per abbattere il CO2. Prevediamo un rigassificatore: per quello di Brindisi c’è il no a quella localizzazione che non ha trovato livelli di accoglienza tra la popolazione. Sul nucleare c’è il no: è importante ribadirlo perché dopo vent’anni dallo stop italiano c’è ancora il problema di dove smaltire le scorie delle vecchie centrali. Il nucleare è un pretesto per non affrontare i temi del risparmio energetico e energie rinnovabili".

"Un buon piano energetico". Non ha dubbi, Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, sulla prima bozza del piano energetico ambientale pugliese portata ieri sera in giunta per una prima presa d’atto."L’impostazione ci appare esemplare, – continua Ferrante – naturalmente andremo a vedere nel dettaglio e la sua concreta applicazione, ma fin da ora si può dire che la Regione si è autocandidata ad essere l’apripista in Italia e in Europa di una politica energetica sostenibile. Una sfida importante e doppiamente apprezzabile: nonostante la Puglia produca il doppio di quello che consuma, si fa carico in maniera responsabile del resto del Paese, dando allo stesso tempo una sterzata alle politiche energetiche pugliesi con attenzione alla popolazione e all’ambiente. In un momento in cui un nutrito numero di esponenti politici e del governo tifano per il nucleare, il presidente Vendola si affida a una ricetta proposta da molti, seguita da pochissimi. Efficienza energetica, rinnovabili, e rigassificatori. E chissà che tra qualche anno la Puglia non avrà da insegnare all’Italia e all’Europa come attuare scelte coraggiose".

 

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