Un intero sistema fiscale a rischio, una vera e propria fase di stallo che rischia di sfociare in una paralisi amministrativa. E’ questo l’allarme lanciato oggi dall’Associazione Nazionale dei Comuni sulla condizione della finanza locale in Italia. Il segretario generale dell’Anci, Angelo Rughetti, usa toni pacati senza però nascondere forti preoccupazioni: "L’autonomia concessa ai comuni doveva servire a ridurre la spesa pubblica a costo zero. Ma questa autonomia è stata solo nominale e l’unico risultato certo è il pesante taglio alla spesa erariale. Solo fra il 2003 e il 2005 c’è stato un taglio nei trasferimenti di 1,2 miliardi di euro". E l’effetto ovvio, secondo Rughetti, è che la combinazione della riduzione delle entrate con il fattore controllo della spesa, non può che portare a lungo andare verso la paralisi amministrativa. Antonio Satta, presidente dell’Anci, conferma: "Abbiamo l’esigenza di un riequilibrio finanziario dei piccoli e piccolissimi comuni, che, sopratutto questi ultimi, si trovano in condizioni difficilissime".

Per Satta è necessaria dunque una maggiore autonomia nelle risorse da parte enti locali e una completa autonomia fiscale. Durante la conferenza stampa di oggi a Roma è stato anche presentato il "VII Rapporto sulla fiscalità locale" che indica i principali punti da tenere a mente per dare autonomia e flessibilità ai Comuni. In primo luogo, sencondo l’Anci, bisogna riportare a livello comunale le molte entrate sugli immobili che ora come ora affluiscono interamente a livello centrale. L’Irpef poi andrebbe potenziata facendo finire nelle tasche dei comuni tutto il gettito che deriva dalle seconde case. Il concetto insomma sarebbe quello di far rimanere nel territorio le imposte più legate alle economie locali. Un’altra richiesta è infatti quella di destinare ai Comuni l’intera quota dell’Iva relativa ad attività come i bar, le edicole e i tabacchi, ma anche quella del bollo auto in quanto legittimo prelievo per l’utilizzo del suolo.

Per quanto riguarda il problema della casa Rughetti insiste: "Pensate ad un’opera di riqualificazione di una piazza. Alla fine dei lavori il prezzo degli immobili circostanti sale, ma al comune non ne viene nulla. Tutte le iniziative economiche più importanti sono legate al comune ma non abbiamo nessuna forma di connessione con l’aumento delle entrate". Va infine rivisto il sistema di fiscalità sulla casa che secondo l’Anci va ripensato tenendo a mente il problema dell’evasione fiscale sugli affitti, che se sanato potrebbe ridurre le grosse perdite economiche attualmente subite dai Comuni.

 

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