La Commissione europea prevede che nel 2006 la crescita economica raggiungerà il 2,2% nell’Unione europea e l’1,9% nell’area dell’euro, con un aumento rispetto al 1,5% e 1,3% registrati nel 2005. Rispetto alle previsioni d’autunno 2005, la crescita della produzione nell’UE è rivista al rialzo di 0,1 punti percentuali, mentre la previsione per l’area dell’euro rimane invariata. Questi dati sono il risultato di previsioni intermedie.
"L’evidente ripresa degli investimenti privati, stimolata dalle aspettative ottimistiche sul versante della domanda, dai forti profitti delle imprese e dal protrarsi di condizioni di finanziamento favorevoli, confermano l’andamento positivo della crescita iniziato l’estate scorsa nonostante i dati della crescita nel quarto trimestre siano un po’ deludenti. Tuttavia, permangono ovviamente alcuni rischi.", ha dichiarato Joaquín Almunia, commissario responsabile degli affari economici e monetari

I dati delle indagini indicano una ripresa dell’attività economica nel primo trimestre del 2006. La ripresa dovrebbe essere sostenuta durante l’intero anno dal protrarsi di una crescita mondiale forte combinata con una serie di politiche di ampio sostegno. La domanda interna rappresenterà il principale motore della ripresa. In particolare, dati recenti hanno confermato un’evidente ripresa degli investimenti privati nel 2005, che dovrebbe proseguire nel 2006, stimolata dai recenti aumenti nel tasso di utilizzo della capacità, dalle aspettative ottimistiche sul versante della domanda, da migliori bilanci delle imprese e dal protrarsi di condizioni di finanziamento favorevoli.

Anche la spesa dei consumatori ha dato segnali di ripresa nel 2005. Anche se è probabile che nel quarto trimestre del 2005 vi sia stato un arresto momentaneo della tendenza al rialzo della spesa per il consumo privato, il recupero della fiducia dei consumatori, graduale ma continuo dall’estate 2005 in poi, unito ai miglioramenti previsti nel mercato del lavoro, dovrebbe incidere positivamente sulla spesa nel 2006. Le esportazioni dovrebbero inoltre continuare a crescere ad un ritmo rapido nel 2006, sostenute dalla crescita robusta degli scambi a livello mondiale. Nell’UE gli esportatori dovrebbero trarre beneficio da precedenti aumenti di competitività, sebbene vi siano notevoli differenze tra un paese e l’altro. Poiché le importazioni dovrebbero rifletter l’aumento atteso alla domanda interna, il contributo delle esportazioni nette alla crescita sarà piccolo.

I dati relativi all’area dell’euro per il quarto trimestre del 2005 sono stati limitati, in particolare, dalla ridotta crescita della produzione in Germania ed in Francia, stimata rispettivamente allo 0,0% e allo 0,2%. Anche il dato trimestrale per l’Italia dovrebbe essere deludente. La crescita della produzione in Spagna e nel Regno Unito è stata migliore del previsto, registrando rispettivamente uno 0,9% e uno 0,6%..

Alcuni rischi negativi per le previsioni, presenti già in autunno, non sono nel frattempo diminuiti. In particolare, in conseguenza del difficile equilibrio tra domanda e offerta, i prezzi del petrolio evolvono in un modo sempre più instabile e non è possibile escludere il rischio di ulteriori aumenti significativi. Il dato positivo è che la generalizzazione della ripresa economica a partire dell’estate scorsa implica che il miglioramento previsto risulta ora più robusto rispetto al momento delle previsioni di autunno.

 

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