Il Consiglio Nazionale delle Ricerche adotta la "Carta Europea dei Ricercatori" e il "Codice di condotta per la loro assunzione", impegnandosi a recepire e a dare attuazione ai principi contenuti nella raccomandazione della Commissione Europea 2005/251, che definisce le regole che dovranno caratterizzare i rapporti di lavoro nel segno della trasparenza e della valorizzazione delle competenze.

In occasione della definizione del nuovo assetto normativo, organizzativo e regolamentare, scaturito dalla riforma, l’Ente di ricerca ha infatti introdotto specifiche disposizioni in materia di diritti, obblighi ed opportunità per i ricercatori, in sintonia con i contenuti della raccomandazione. In particolare, nel "nuovo" CNR i ricercatori sono parte attiva nei processi di pianificazione delle attività dell’Ente. Ad essi sono riconosciute nuove forme di responsabilità scientifica, atte a favorire la costruzione di percorsi professionalizzanti, in coerenza con la Carta Europea dei Ricercatori e con il Codice di Condotta per l’assunzione degli stessi.

La valorizzazione e lo sviluppo delle carriere e delle opportunità dei ricercatori costituisce, peraltro, uno dei punti nodali della strategia del CNR, che punta a creare "valore nel paese", attraverso la ricerca scientifica. Già in occasione dell’approvazione del Piano Triennale 2005-2007 dell’Ente di Ricerca, nello scorso agosto, il Consiglio di Amministrazione aveva ribadito l’importanza del capitale intellettuale, accanto alla ferma determinazione di favorirne la crescita.

"Nel mondo della ricerca – ha sottolineato il Presidente dell’Ente, Fabio Pistella – la principale risorsa è rappresentata dalle conoscenze disponibili, e quindi dalle persone con il loro impegno, le loro competenze, le loro idee. Questo patrimonio, che nel CNR è costituito da oltre 4 mila ricercatori oltre a mille associati di ricerca, da troppo tempo è inadeguatamente valorizzato, sia per situazioni interne, sia per vincoli esterni. Con l’adesione alla raccomandazione europea, il CNR riafferma la volontà di tradurre in azioni concrete sia le scelte a favore della valorizzazione dei ricercatori, sia quelle a favore del rispetto dei principi, ai quali i ricercatori dovrebbero ispirarsi: primi fra tutti, la libertà di ricerca, l’etica nello svolgimento dell’attività, l’etica nel conseguimento di risultati, l’etica nella diffusione e valorizzazione degli stessi, perché possa beneficiarne l’intera collettività".


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