Gli Stati membri devono applicare più efficacemente le disposizioni in materia di liberalizzazionedei mercati previste dalle direttive comunitarie in materia di gas ed elettricità: è questa la principale conclusione cui giunge la relazione sul funzionamento del mercato interno dell’elettricità e del gas adottata ieri dalla Commissione.

Le conclusioni più rilevanti contenute nella relazione sono in gran parte confermate e integrate dai primi risultati dell’indagine sulla concorrenza nel settore presentata alla Commissione. Le risposte fornite dall’industria e dai consumatori nell’ambito dell’indagine sulla concorrenza nel settore avviata nel giugno 2005 confermano che i mercati europei dell’energia non funzionano ancora secondo le regole della concorrenza e che esistono gravi disfunzioni.

La relazione sul funzionamento del mercato interno dell’elettricità e del gas conferma che la concorrenza transfrontaliera non è ancora sufficientemente sviluppata da poter offrire ai consumatori una vera alternativa ai fornitori nazionali. Al riguardo, i principali indicatori sono la mancata convergenza dei prezzi tra i vari paesi dell’Ue e il basso livello di scambi transfrontalieri.

La causa più importante è costituita dai ritardi e dalla scarsa determinazione degli Stati membri nell’attuazione del secondo pacchetto di direttive sull’elettricità. Numerosi Stati membri hanno attuato le direttive con ritardi anche di un anno, altri non hanno ancora provveduto e molti hanno seguito un’impostazione minimalista in sede di attuazione. Questo modo di procedere va riesaminato. La Commissione ha avviato procedure di infrazione nei confronti di alcuni Stati membri per la mancata attuazione delle direttive e nel giugno 2005 ha deferito sei paesi alla Corte di giustizia.

Inoltre, la cattiva utilizzazione delle infrastrutture esistenti e, nel caso dell’elettricità, l’insufficiente interconnessione tra molti Stati membri impediscono lo sviluppo di un’effettiva concorrenza, nonostante l’impegno politico assunto nel 2002 dal Consiglio europeo di conseguire una capacità di importazione pari ad almeno il 10% del consumo interno. In più il mercato del gas continua ad essere caratterizzato da una scarsa liquidità e da un’insufficiente capacità di trasporto.

Poiché in molti Stati membri le disposizioni di attuazione delle due direttive sono state adottate solo di recente, la relazione non giunge a conclusioni definitive per quanto riguarda la necessità di ulteriori misure a livello comunitario. La Commissione procederà ad un esame approfondito, paese per paese, dell’efficacia reale dei provvedimenti legislativi e regolamentari connessi alla liberalizzazione dei mercati, ivi comprese le specifiche misure supplementari adottate a livello nazionale. Sulla base di questo esame la Commissione predisporrà una relazione entro la fine del 2006 ed eventualmente elaborerà alcune proposte per risolvere le questioni in sospeso.

I risultati preliminari dell’indagine sulla concorrenza nel settore dell’energia confermano e integrano i risultati della relazione della Commissione sul funzionamento del mercato europeo dell’energia. In particolare, le risposte all’indagine settoriale hanno permesso di individuare cinque settori in cui sussistono disfunzioni del mercato:

  • in molti Stati membri i mercati del gas e dell’energia elettrica continuano ad essere caratterizzati dalla concentrazione e gli operatori esistenti hanno quindi la possibilità di influenzare i prezzi;
  • molti mercati all’ingrosso scontano una mancanza di liquidità, sia a causa dei contratti a lungo termine (è il caso del gas), sia perché le imprese operano contemporaneamente nel campo della produzione e della vendita al dettaglio, limitando in tal modo lo sviluppo dei mercati all’ingrosso (è il caso dell’elettricità). Si registra inoltre un insufficiente livello di separazione delle attività di rete da quelle di fornitura;
  • gli ostacoli alla fornitura transfrontaliera di gas e di elettricità impediscono lo sviluppo di mercati energetici integrati a livello comunitario;
  • la mancata trasparenza dei mercati avvantaggia gli operatori esistenti e danneggia i nuovi entranti, oltre ad accrescere la sfiducia;
  • l’industria e i consumatori ripongono una fiducia piuttosto limitata nei meccanismi specifici di formazione dei prezzi sui mercati all’ingrosso dell’energia, e i prezzi sono notevolmente aumentati.

La Commissione proseguirà l’indagine sulla concorrenza nel settore dell’energia ed individuerà le soluzioni più appropriate, che potrebbero consistere in azioni basate sulle disposizioni del trattato riguardanti le pratiche commerciali restrittive, i monopoli e gli aiuti di Stato e nell’eventuale revisione delle norme comunitarie in materia di fusioni.

 

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