"La libera circolazione è un diritto fondamentale nell’Unione europea di cui dovremmo approfittare pienamente, in quanto offre l’opportunità di imparare, lavorare e riqualificarsi. I lavoratori hanno bisogno di nuove competenze e l’Europa ha bisogno di lavoratori che sappiano adattarsi. L’Europa deve quindi cominciare a mettersi in moto". Così Vladimír Špidla, commissario europeo per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità, presentando il nuovo portale Eures, dedicato alla ricerca di lavoro e creato nell’ambito del lancio dell’anno europeo della mobilità dei lavoratori. Il 2006, infatti, è stato dichiarato dalla Commissione europea "anno europeo della mobilità"; l’obiettivo è sensibilizzare e informare meglio i cittadini sui vantaggi derivanti dal lavorare in un altro paese o dal cambiare impiego, e su ciò che l’Unione europea fa per incentivare la mobilità professionale.

Secondo la Commissione, solo il 2% degli europei vive in un paese dell’Ue diverso dal proprio paese d’origine, percentuale rimasta pressoché invariata negli ultimi 30 anni. Altrettanto vale per il posto di lavoro, che gli europei non cambiano molto spesso: la durata media di un impiego nell’Unione europea è di 10,6 anni, a fronte dei 6,5 negli Stati Uniti. Secondo Eurobarometro (l’istituto europeo dei sondaggi) tuttavia, buona parte degli europei riconosce che la mobilità amplia le prospettive di lavoro; secondo la stessa indagine, peraltro, mentre il 59% delle persone in cerca di lavoro al di fuori della propria regione d’origine ha trovato un impiego in meno di un anno, ciò si è verificato solo per il 35% di quelle che hanno scelto di non spostarsi.
Di qui l’impegno della Commissione e dell’Unione per promuovere una maggiore facilità – dal punto di vista delle opportunità, dell’informazione e della ‘burocrazia’ – di spostamento per lavoro dei cittadini europei. Il sito EURES conterrà circa un milione d’offerte di lavoro in tutta l’Unione.

Per l’Anno della mobilità sono stati stanziati 10 milioni di euro, da destinare a progetti di sensibilizzazione e all’organizzazione di manifestazioni su grande scala, quali una conferenza a Vienna sulla mobilità in giugno e la "Job Fair Europa", che a settembre vedrà lo svolgimento di fiere dedicate all’occupazione in oltre 50 città europee. Tra i progetti rientrano anche delle "serate della mobilità", sotto forma di programma televisivo trasmesso su un canale europeo e di iniziativa da tenersi a Parigi in dicembre 2006; una campagna pubblicitaria nelle pagine della rivista Metro distribuita nelle metropolitane delle città europee, nuovi film che promuovano il valore della mobilità e un blog nel sito dell’Anno europeo della mobilità dei lavoratori.
E’ prevista infine, l’attribuzione di un premio europeo all’organizzazione che ha maggiormente contribuito alla mobilità professionale.

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