Nel primo trimestre la crescita nell’area dell’euro è stata in linea con le aspettative della Commissione, ma l’attività è risultata più lenta del previsto nel secondo trimestre in quanto l’impennata dei prezzi del petrolio e la perdita di slancio nella produzione manifatturiera mondiale hanno avuto ripercussioni negative sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Questo è quanto risulta dall’ultima relazione trimestrale sull’area dell’euro pubblicata dalla Commissione europea.

Tuttavia – si legge in una nota – vi sono una serie di ragioni per confidare in una ripresa della crescita verso la seconda metà dell’anno. In primo luogo vi sono segni che la fase di rallentamento dell’economia mondiale stia volgendo al termine e che gli scambi mondiali stiano riprendendo a crescere. In secondo luogo, il recente aggiustamento del tasso di cambio euro/dollaro avvantaggia le imprese esportatrici. In terzo luogo, le condizioni monetarie e finanziarie permangono favorevoli e sono attualmente accompagnate da segni di fiducia crescente secondo i risultati delle inchieste. Nel complesso è probabile che la crescita ritorni gradualmente al valore potenziale nel corso dell’anno.


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