Chi sono i destinatari dei fondi comunitari? Quale influenza hanno le lobby? Quali regole deontologiche devono seguire i dirigenti delle istituzioni europee? Sono solo alcune delle domande più frequenti che i cittadini si pongono su "Bruxelles". Il collegio dei commissari ha quindi deciso di lanciare una "iniziativa europea di trasparenza", che si iscrive in una logica complementare al "Piano D" per la democrazia, il dialogo e il dibattito. Entro l’inizio del 2006, la Commissione pubblicherà un Libro verde per avviare un dibattito con le parti interessate sulle modalità per migliorare la trasparenza in materia di gestione dei fondi europei (per consentire ai contribuenti di controllare come vengono spesi i loro soldi), consultazione della società civile, ruolo delle lobby e delle ONG nel processo decisionale comunitario.

Il miglioramento della trasparenza, che è uno dei principali obiettivi strategici della Commissione Barroso, è infatti una condizione essenziale per la legittimità di qualunque amministrazione moderna e un elemento determinante per la fiducia dei cittadini europei nelle proprie istituzioni pubbliche.

Negli ultimi anni la Commissione europea ha compiuto notevoli progressi in materia di apertura e trasparenza, in particolare con la pubblicazione del Libro bianco del 2001 sulla governance europea, l’elaborazione di precise regole deontologiche grazie al nuovo statuto dei funzionari, la definizione di codici di condotta (come il codice di buona condotta amministrativa, che regola i rapporti tra la Commissione e il pubblico, il codice di condotta dei membri della Commissione e l’obbligo per questi ultimi di rendere pubbliche le dichiarazioni sugli interessi finanziari) e di regole chiare in materia di accesso ai documenti, e la messa a disposizione di informazioni dettagliate in materia di comitati e gruppi di esperti.
Ulteriori miglioramenti sono però necessari. Per questo la Commissione intende avviare un dibattito con le altre istituzioni europee ed estenderlo a tutte le parti interessate. Dai sondaggi emerge infatti che la fiducia dei cittadini nelle singole istituzioni europee ha un andamento più o meno simile: le istituzioni conquistano o perdono la fiducia dell’opinione pubblica nello stesso momento.

Un’iniziativa di trasparenza, per essere credibile, deve quindi essere portata avanti da tutte le istituzioni. Nelle intenzioni, le discussioni interistituzionali dovrebbero portare alla definizione di un quadro deontologico comunitario. Da parte sua la Commissione intende adottare alcune azioni concrete per rendere più trasparente il suo operato nei confronti dei cittadini europei.

 

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