L’Italia esce commissariata dal vertice G20 di Cannes. Dopo un tira e molla tra Roma e gli altri grandi mondiali, il Presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso ha fatto sapere che "l’Italia ha chiesto di sua iniziativa il monitoraggio del Fondo Monetario Internazionale sull’applicazione dei suoi impegni". Questo "monitoraggio" si affianca a quello dell’Unione europea che, dopo la lettera di 14 pagine presentata ai leader Ue lo scorso 26 ottobre a Bruxelles dal premier italiano Silvio Berlusconi, vuole adesso verificare la tempistica esatta dell’attuazione delle misure promesse. La prossima settimana, ha fatto sapere Barroso, l’Ue invierà un delegazione a Roma per verificare lo stato delle cose. Il Presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, ha precisato che "non si può paragonare l’Italia alla Grecia: l’Italia ha un’economia forte, ma devono stare molto attenti e devono attuare tutto ciò che hanno promesso. Questa è una questione di credibilità".

Il Governo italiano aveva cercato di scongiurare l’ipotesi di un "monitoraggio" del Fmi. Appena è trapelata la notizia di un "monitoraggio" da parte dell’istituzione internazionale, le autorità italiane hanno smentito mentre cercavano di sostituire il termine "monitoraggio" con quello "consigli". La differenza sta nella "vincolatività" delle osservazioni che verranno dal Fmi. Ciononostante il premier Silvio Berlusconi si è detto "non preoccupato" e ha promesso che "i risultati delle verifiche del Fmi sull’Italia saranno pubblici". L’obiettivo resta ridurre il rapporto debito/Pil a partire dal 2012 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Il Governo intende mettere la fiducia al Senato sia sulla legge di stabilità che sul maxi-emendamento impegnandosi così ad implementare pienamente il piano per la crescita e le riforme strutturali annunciate lo scorso 26 ottobre’ con la lettera inviata alla Ue.

Rilanciare l’economia mondiale, incentivare la crescita e riassorbire la disoccupazione. Queste le parole d’ordine del documento di sei punti approvato dai leader mondiali al vertice di Cannes. Al primo punto sta la ricapitalizzazione delle banche in deficit e l’incentivazione di quelle centrali a politiche espansive per fornire liquidità al sistema bancario nel suo complesso. Secondo, un insieme di misure per mettere in sicurezza la ripresa economica e, per le economie avanzate, adozione di politiche che favoriscano la crescita ma anche il consolidamento dei conti pubblici. Terzo, una maggior flessibilità dei tassi di cambio con invito ai paesi emergenti (Bric) a politiche del cambio meno amministrate. Quarto, il riconoscimento dell’accumulazione di riserve valutarie soprattutto nei paesi produttori di materie prime. Quinto, un maggiore coordinamento delle politiche nazionali in modo da minimizzare i rischi di contagio tra un Paese e l’altro, con un richiamo contro l’eccessiva volatilità dei tassi di cambio. E da ultimo l’invito alle grandi economie a fornire risorse adeguate al Fondo Monetario internazionale per contrastare crisi sistemiche come quelle degli ultimi anni.

La Grecia rinuncia al referendum sul piano di aiuti Ue. La proposta di indire una consultazione popolare lanciata dal Premier greco George Papandreou è stata prontamente ritirata come richiesto dai leader mondiali. Il referendum avrebbe dovuto chiedere ai greci se accettavano il piano di austerity (taglio dei salari pubblici del 40%, soppressione dei salari minimi, 30mila dipendenti pubblici in mobilità, privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico) chiesto da Bruxelles per scongelare la sesta tranche di aiuti da 130 miliardi di euro promessi ad Atene. La proposta del Premier greco, che avrebbe dovuto passare al parlamento nazionale questa tarda sera, aveva scatenato non poche critiche a Bruxelles e messo in agitazione i mercati internazionali.

Verso la creazione di una rete di sicurezza finanziaria attorno a Spagna e Italia. La proposta di predisporre un "parapetto" attorno ai Paesi più deboli della zona euro, con un finanziamento di 100 miliardi di dollari da parte del Fmi, anche se non ancora ufficializzata comincia a diventare più concreta. "Non c’è più tempo da perdere. E’ ora che l’Europa passi con urgenza dalle parole ai fatti e attui pienamente e in maniera decisa il piano anticrisi messo a punto una settimana fa a Bruxelles", ha detto il Presidente americano Barack Obama.

Tassazione sulle transizioni finanziarie in alto mare. La proposta di istituire a livello mondiale un regime di tassazione sulle transazioni finanziarie sponsorizzato apertamente dal Presidente francese Nicolas Sarkozy è stata solamente lievemente accennata al vertice di Cannes ma è rimasto sostanzialmente senza risposte.

di Alessio Pisanò


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