Gli Stati membri devono accelerare il ritmo delle riforme nei loro sistemi di istruzione e formazione, altrimenti una quota consistente della prossima generazione dovrà confrontarsi con l’esclusione sociale. E’ questa la conclusione a cui è giunta la Commissione europea in una comunicazione approvata ieri.

Si tratta di una questione urgente: nonostante gli sforzi importanti realizzati da tutti gli Stati membri, troppo pochi progressi sono stati compiuti in rapporto ai livelli di riferimento europei fissati per il miglioramento delle qualifiche e delle competenze dei giovani. Le conseguenze saranno gravi per tutti i cittadini, in particolare per i gruppi sfavoriti e per i circa 80 milioni di lavoratori poco qualificati in Europa, oltre che per l’economia intera in termini di competitività e di creazione di posti di lavoro. La Commissione ha approvato anche una proposta che mira a stabilire un Quadro europeo delle competenze chiave, strumento di riferimento pratico destinato a sostenere gli sforzi degli Stati membri.

Nella comunicazione, intitolata "Modernizzare l’istruzione e la formazione: un contributo essenziale alla prosperità e alla coesione sociale in Europa", l’esecutivo europeo presenta il suo contributo in rapporto allo stato di avanzamento del programma di lavoro "Istruzione e formazione 2010", che dovrà essere concordato con il Consiglio nel febbraio 2006. Questo programma di lavoro costituisce l’elemento "istruzione e formazione" della Strategia di Lisbona e mira a modernizzare i sistemi europei. In questa comunicazione, la Commissione osserva che sono troppo pochi gli adulti che partecipano all’istruzione e alla formazione lungo tutto l’arco della vita e le strategie nazionali dovrebbero essere urgentemente realizzate in tutti i paesi.

Il traguardo fissato dall’Ue concernente l’aumento del numero di laureati in matematica, scienze e tecnologia è stato raggiunto, ma c’è ancora molta strada da fare per centrare gli obiettivi più strettamente legati all’inclusione sociale e a una società basata sulla conoscenza. La Commissione afferma inoltre che le riforme dovrebbero essere sia efficienti che eque, e che i partenariati di apprendimento dovranno essere stabiliti a tutti i livelli al fine di migliorare la gestione dei sistemi; nello stesso tempo dovrà essere migliorata la valutazione delle politiche per controllare l’efficacia delle riforme. Inoltre, un uso più giudizioso dei Fondi strutturali si impone per quanto concerne gli investimenti nel capitale umano.

L’esecutivo europeo ha adottato anche una proposta di raccomandazione del Parlamento e del Consiglio sulle competenze chiave, che definisce caratteristiche, conoscenze e attitudini che tutti gli europei dovrebbero avere per riuscire in una società e un’economia fondate sulla conoscenza. Queste le otto competenze chiave descritte:

  • Saper comunicare nella lingua madre,
  • Saper comunicare in una lingua straniera,
  • Cultura di base in matematica,scienze e tecnologia,
  • Competenze informatiche,
  • Capacità di apprendimento,
  • Attitudini interpersonali, interculturali e competenze sociali e civiche,
  • Spirito imprenditoriale,
  • Espressione culturale.

La comunicazione si concentra sulle qualifiche di base e include degli "elementi orizzontali" come la riflessione critica, la creatività, la dimensione europea e la cittadinanza attiva. Prese nel loro insieme, queste competenze contribuiscono alla maturazione personale, favoriscono la partecipazione attiva e migliorano la capacità di inserimento professionale.

 

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