La Commissione europea propone oggi 3 nuove misure a favore delle competitività delle industrie e dei mercati della difesa. La frammentazione del mercato europeo della difesa e le differenti politiche nazionali in vigore sono causa di rallentamenti amministrativi, frenano l’innovazione e la competitività e, alla fine, indeboliscono la politica europea della sicurezza e della difesa. Un comunicato presentato oggi espone le diverse raccomandazioni per accrescere la competitività del settore ed è accompagnato da due direttive: una prevede maggiore apertura dei mercati pubblici nel campo della difesa per aumentare la concorrenza tra gli Stati membri; questa si applicherà agli armamenti, alle munizioni e al materiale da guerra. Gli Stati membri disporranno di regole comunitarie alle quali potranno accorrere, senza rischi per gli interessi della propria sicurezza. L’altra direttiva riduce gli ostacoli agli scambi commerciali all’interno dell’UE dei prodotti legati alla difesa, semplificando le procedure nazionali di concessione e di licenza. La nuova legislazione proposta contribuirà a creare un mercato europeo reale in questo settore, lasciando i vari Paesi padroni di proteggere gli interessi essenziali per la loro difesa e sicurezza.

Il vice-presidente della Commissione responsabile della politica delle imprese e della politica industriale, Gunter Verheugen, ha dichiarato: "L’apertura del mercato interno per i prodotti di difesa migliora la competitività della base industriale e tecnologica del settore europeo della difesa. Un tale passo è fondamentale anche per l’autonomia dell’Europa in questo campo".

Il quadro giuridico e regolamentare attuale è frammentato e inappropriato. Spesso gli Stati membri fanno ricorso all’articolo 296 per non applicare la regolamentazione europea di registrazione dei mercati, nel caso di stipulazione dei contratti di difesa. Questo accentua le divergenze e le incoerenze e in più, i regimi nazionali di controllo dei trasferimenti dell’equipaggio di difesa non fanno distinzioni tra le esportazioni ai paesi terzi e i gli scambi tra Stati membri.

La Commissione europea, quindi, oltre a promuovere delle norme comuni, gli strumenti giuridici per garantire una concorrenza equa e a creare un sistema europeo per la sicurezza delle informazioni, lancia uno studio per il 2008 sul controllo degli investimenti stranieri nelle imprese strategiche in materia di difesa. Si interesserà particolarmente alle soluzioni che garantiscono la competitività e la crescita a livello europeo, senza alcuna incidenza sugli interessi di sicurezza degli Stati membri.

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