Il Parlamento ha fatto propri gli emendamenti di compromesso negoziati con il Consiglio in merito alla proposta di direttiva sull’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici. Agli Stati membri è chiesto di risparmiare, tra il 2008 e il 2017, il 9% dell’energia fornita agli utilizzatori finali e di conferire al settore pubblico un ruolo esemplare. I consumatori dovranno disporre di bollette dettagliate e frequenti per consentire loro di regolare il proprio consumo energetico.

La proposta della Commissione riguarda una nuova direttiva volta ad accrescere l’uso efficiente ed efficace, in termini di costi, dell’energia nell’Unione nonché a favorire misure per l’efficienza energetica e a promuovere il mercato dei servizi energetici. La proposta fissa un quadro composto da definizioni, strumenti, obiettivi metodologici e obblighi comuni, sia per il settore pubblico che per quello privato. Più in particolare, è definito un obiettivo generale di risparmio energetico nell’uso finale da conseguire nei settori domestico, agricolo, commerciale e pubblico, nonché nei trasporti (esclusi quelli marittimi e aerei) e nell’industria (esclusa quella ad alta intensità energetica). Le forme di energie interessate sono l’elettricità, il gas, il combustibile da riscaldamento e per i mezzi di trasporto. Anche per il settore pubblico sono previste della misure, tenuto conto del contributo che esso può dare al conseguimento di questo obiettivo complessivo.

Le forme di energie interessate sono l’elettricità, il gas, il combustibile da riscaldamento e per i mezzi di trasporto. Anche per il settore pubblico sono previste delle misure, tenuto conto del contributo che esso può dare al conseguimento di questo obiettivo complessivo.

Dal 2008, risparmiare il 9% in nove anni. Il compromesso chiede agli Stati membri di risparmiare il 9% dell’energia fornita agli utilizzatori finali nei nove anni successivi all’entrata in vigore della direttiva, da conseguire tramite servizi energetici e ad altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica. Gli Stati membri dovranno quindi adottare «misure efficaci sotto il profilo costi-benefici, praticabili e ragionevoli, a contribuire al conseguimento di detto obiettivo». D’altra parte, contrariamente a quanto auspicato dai deputati, tale obiettivo non sarà vincolante. E’ vero però che gli Stati membri dovranno adottare piani pluriennali in materia di efficienza energetica (PAEE) nei quali andranno stabiliti degli obiettivi intermedi e la strategia per realizzarli. Gli obiettivi intermedi dovranno essere realistici e coerenti con l’obiettivo nazionale indicativo globale di risparmio energetico e saranno valutati dalla Commissione. La direttiva, nei suoi allegati, indica il metodo con cui definire e calcolare gli obiettivi nazionali di risparmio e riporta anche alcuni esempi di misure di miglioramento dell’efficienza energetica ammissibili. E’ poi precisato che il risparmio energetico nazionale a fronte dell’obiettivo nazionale indicativo «è misurato a partire dal 2008».

Ruolo esemplare del settore pubblico. Il settore pubblico, come richiesto dai deputati, dovrà dare l’esempio. A tal fine, gli Stati membri dovranno assicurare che esso prenda misure di miglioramento dell’efficienza energetica, privilegiando quelle efficaci sotto il profilo costi-benefici «che generano il maggior risparmio energetico nel minor lasso di tempo». Tali misure saranno adottate al livello nazionale, regionale e/o locale opportuno, sotto forma di iniziative legislative e/o accordi volontari o altri strumenti di effetto equivalente. Per agevolare tale processo, gli Stati membri saranno tenuti a pubblicare degli orientamenti in materia di efficienza energetica e risparmio energetico, quale possibile criterio di valutazione in sede di aggiudicazione di appalti pubblici. Essi dovranno anche consentire ed agevolare lo scambio di migliori prassi tra gli enti del settore pubblico.

Informazione dei consumatori. Gli Stati membri, inoltre, dovranno garantire un maggiore impegno per promuovere l’efficienza degli usi finali dell’energia e dovranno stabilire condizioni e incentivi adeguati affinché gli operatori del mercato forniscano agli utenti finali informazioni e consulenza sull’efficienza degli usi finali dell’energia. Vi sono anche altri emendamenti di questo genere tesi a garantire una migliore informazione ai consumatori. Questi, ad esempio, potranno disporre di bollette dettagliate, «basate sul consumo effettivo», ed emesse con una frequenza tale da permettere loro di regolare il proprio consumo energetico. La Commissione, inoltre, dovrà garantire che le informazioni sulle migliori prassi in materia di risparmio energetico negli Stati membri siano scambiate e ampiamente diffuse.

Entrata in vigore e valutazione d’impatto. Il compromesso stabilisce che gli Stati membri dovranno trasporre la direttiva nel diritto nazionale entro due anni, tuttavia è chiesto loro di trasmettere i loro primi piani d’azione alla Commissione non oltre il 30 giugno 2007. Il secondo piano d’azione andrà trasmesso entro il 30 giugno 2011 e il terzo entro il 2014. Entro due anni dall’entrata in vigore della direttiva, la Commissione pubblicherà una valutazione d’impatto sui costi/benefici «al fine di esaminare i nessi esistenti tra le norme, le regole e le politiche dell’UE e le misure in materia di efficienza degli usi finali di energia».

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