Eliminare la presenza obbligatoria del farmacista nei nuovi punti vendita dei farmaci da banco aperti nella grande distribuzione e nelle parafarmacie in cambio della mancata autorizzazione alla vendita dei farmaci di fascia C (con prescrizione obbligatoria). Sono alcune delle decisioni che potrebbero essere prese al Tavolo tecnico di concertazione che si riunisce oggi presso il Ministero della salute. Lo denunciano il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) e il Movimento Consumatori (MC) che sottolineano come a questo tavolo siano presenti la F.O.F.I. (Federazione Ordini Farmacisti), Federfarma (titolari di farmacia), Assofarm (farmacie comunali) e Admenta, la società appartenente a un gruppo leader in Europa della distribuzione intermedia, protagonista nel nostro Paese delle maggiori acquisizioni di farmacie comunali nelle grandi città, come Bologna e Milano, e fortemente interessato al mantenimento dell’attuale sistema, che è stata la causa del procedimento d’infrazione aperto dalla Corte di Giustizia di Bruxelles contro l’Italia.

Per le due associazioni la scelta di rinunciare alla presenza del farmacista nei punti vendita dei farmaci da banco è una clamorosa retromarcia del Ministero della salute e della stessa Fofi sui presunti rischi per la salute dei cittadini dalla vendita dei farmaci da banco fuori dalle farmacie. Su questa "necessità" del farmacista, peraltro, Federfarma ha speso milioni di euro per una campagna su tutti i mass media quando voleva contrastare il Decreto Bersani di liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco, che ad un anno dalla sua applicazione ha registrato un alto gradimento dei consumatori, creando anche centinaia di nuove opportunità di lavoro per giovani farmacisti.

Il Movimento Difesa del Cittadino e il Movimento Consumatori richiamano l’On.le Turco a una maggiore coerenza e a una indipendenza di giudizio che sarebbe gravemente compromessa da questa scelta. Le due associazioni invitano inoltre il Ministro Bersani ad intervenire per evitare un tradimento clamoroso delle attese dei cittadini".

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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