Continua la polemica delle associazioni dei consumatori al decreto Storace. "Molto rumore per nulla, la ricetta non e’ la vendita al supermercato, ma una politica seria di controllo dei prezzi". Questa la posizione del Movimento Consumatori (MC) in controtendenza all’ iniziativa del Codacons, che questa mattina a Roma, ha promosso la vendita di alcuni medicinali da banco, con sconti fino al 35% davanti al supermercato Panorama. L’obiettivo dell’iniziativa è far comprendere alle istituzioni e ai cittadini come sia possibile la distribuzione di alcuni medicinali fuori della rete delle farmacie."Se le farmacie applicheranno gli sconti massimi del 20% come previsto dal decreto Storace, il Codacons – afferma il segretario nazionale Francesco Tanasi -sospenderà la vendita dei farmaci da banco nei supermercati".

Il vero problema, secondo Rossella Miracapillo dell’Osservatorio farmaci e salute di MC è l’impennata dei prezzi dei farmaci di fascia C in Italia negli ultimi anni. "Invece di montare proteste e casi mediatici è importante – afferma Miracapillo -spiegare ai cittadini come funziona il mercato. Le specialità medicinali si dividono in farmaci con obbligo di ricetta medica e farmaci senza obbligo di ricetta medica. Quelli con obbligo di ricetta sono circa 4000 specialità che in termini di mercato fanno 3500 milioni di euro".

Il provvedimento del ministro della Salute consente, per i medicinali da banco, uno sconto massimo (non obbligatorio e non sempre davvero applicabile a seconda delle condizioni di acquisto da parte del farmacista) del 20%. Attualmente le farmacie, soprattutto quelle del Sud, non applicano gli sconti e, anche quelle che lo fanno, attribuiscono uno sconto medio del 10% su un gruppo ristretto di prodotti. E’ necessario avviare politiche serie di controllo dei prezzi alla fonte, cioè all’industria di produzione, prescindendo dagli sconti massimi del 20% dei farmacisti che consentirebbe ai cittadini di risparmiare al massimo 5/6 euro in un anno.

"L’importante è consentire ai cittadini-consumatori di accedere alle cure in modo più equo. Anche perché – conclude Lorenzo Miozzi, presidente nazionale di MC – il decreto Storace si occupa di una piccola parte di farmaci, in quanto coinvolge un solo pezzo della filiera e, oggi, è ancora più sbagliato continuare ad occuparsene come se fosse la parte centrale di tutta la politica della tutela della salute. La gente ha bisogno di provvedimenti seri come interventi sulla formazione dei prezzi. Gli sconti su prezzi già "dopati" non bastano".


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