"Nessuna farmacia di serie B, ma dignità per i farmacisti e sana concorrenza": la Coop replica così alle affermazioni del presidente dell’Ordine dei Medici Giuseppe Del Barone che ha detto no alla proposta di portare nei supermercati i farmaci di automedicazione. "Sono 33.000 i farmacisti laureati impossibilitati a esercitare stante la legge attuale che regola la distribuzione delle farmacie sul territorio, stando ai dati del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti – spiega la Coop – e nessun problema quindi nel trovare personale qualificato per i corner all’interno della grande distribuzione".

Coop ribadisce che la proposta di legge di iniziativa popolare (per la quale è in corso la raccolta firme a partire dallo scorso 9 gennaio) servirà a liberalizzazione il mercato solo per ciò che riguarda i farmaci senza obbligo di ricetta (circa il 9,2% del giro di affari delle farmacie oggi in Italia) lasciando alle farmacie l’esclusiva su tutto il resto.

"Lo scopo della proposta è avviare una sana concorrenza che potrà portare alla riduzione del prezzo di vendita dei farmaci senza obbligo di ricetta di ben oltre quel 20% pattuito tra Ministero della Salute e Federfarma. La proposta di legge però non mira a incentivare il consumo dei farmaci, né intende svilire la professione del farmacista, dal momento che la proposta prevede la creazione di "corner della salute. Paradossalmente continua Coop un farmacista anche nel sistema attuale svolge al meglio la propria professione proprio quando è chiamato a fornire consigli e indicazioni di somministrazione in relazione a farmaci senza obbligo di ricetta piuttosto che quando eroga quanto prescritto in una ricetta. Non si vede perciò in che cosa consisterebbe lo svilimento della professione di cui sopra, tanto più che anche in questo specifico caso Coop punta a promuovere un consumo più responsabile e consapevole".

 

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