Partirà a dicembre una raccolta di firme promossa da COOP a sostegno di una proposta di legge che mira a permettere la vendita a prezzo libero dei medicinali pagati dal cittadino (fascia C). Le firme verranno raccolte nei punti vendita; l’iniziativa popolare riguarderà appunto i medicinali di automedicazione, i cosiddetti OTC-SOP (aspirina, tachipirina e molti altri). Ne ha dato notizia il Presidente di COOP, Aldo Soldi, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta oggi a Roma.

"Il settore farmaceutico – ha spiegato Soldi – è un mercato chiuso, protetto da una legislazione che impedisce la concorrenza. Come hanno dimostrato le Organizzazioni dei consumatori, i cittadini sono costretti a subirne le conseguenze, pagando prezzi alti e spesso superiori ai listini degli altri Paesi europei, anche laddove il mercato non è liberalizzato. Con la vendita di latte in polvere per l’infanzia e di prodotti senza glutine per celiaci, – ha aggiunto Soldi – COOP si è già concretamente mossa contro questa situazione, dimostrando che è possibile ridurre i prezzi pur continuando ad assicurare un’alta qualità di prodotto. In altri termini, si possono tutelare potere d’acquisto e salute dei cittadini e parallelamente consentire i giusti margini di ricarico a produttori e a distributori".

COOP afferma che anche l’Autorità Antitrust ha rilevato che nella sanità non devono sussistere licenze di cartelli e di arbitrio sui prezzi, né barriere legislative che impediscano il libero mercato. E proprio per questo nasce la proposta di COOP, che vuole dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini sia nel senso di una maggiore convenienza sia in termini di una informazione corretta sull’appropriato uso delle medicine. "Possiamo già annunciare che – se il mercato sarà liberalizzato – saremo in grado di vendere gli OTC con uno sconto dal 25 al 50% rispetto agli attuali prezzi di vendita. I farmaci – ha proseguito Soldi – sono un prodotto su cui è opportuna un’assistenza qualificata al momento dell’acquisto. Per questo nella nostra proposta di legge diremo che anche fuori delle farmacie la vendita dovrà essere effettuata da farmacisti riconoscendo in questo l’elevato valore etico del commercio di medicinali."

COOP infatti intende organizzare all’interno della propria rete di vendita dei "corner" specifici in cui saranno presenti tutti i prodotti, farmaceutici e parafarmaceutici collegati al mondo della salute e del benessere. La figura del farmacista dipendente COOP assumerà perciò un ruolo fondamentale nell’educare al consumo consapevole dei prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, nel prevenire eccessi o abusi nei consumi, e suggerire l’uso di farmaci equivalenti e meno costosi. Non saranno possibili forzature sulle vendite; nella proposta di legge che COOP intende presentare è stabilito infatti il divieto di ogni forma di vendite promozionali e sottocosto.

"Per quanto riguarda l’informazione – ha concluso poi Soldi – COOP ha una lunga tradizione di educazione al consumo consapevole. Da anni, d’intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione, svolgiamo Corsi per ragazzi. Siamo pronti a promuovere campagne specifiche di informazione sull’uso dei farmaci, dando in questo modo il nostro contributo su un tema di vitale importanza per la salute dei cittadini".

Il Movimento Difesa del Cittadino ha espresso subito parere favorevole alla proposta di COOP. Infatti – afferma l’associazione – a pochi mesi dall’entrata in vigore del Decreto Storace proprio sulla liberalizzazione del mercato dei farmaci OTC, purtroppo le associazioni dei consumatori hanno riscontrato una scarsa adesione da parte dei farmacisti. Perciò – ha aggiunto MDC – la strada della vendita dei prodotti da banco nei supermercati – in una zona presidiata ovviamente da personale specializzato – potrebbe portare in questo modo ad una vera e propria concorrenza in un mercato a tutt’oggi ancora chiuso.

"E’ ora – ha spiegato Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino – che la corporazione dei farmacisti faccia una scelta: o vende soltanto farmaci e rinuncia a giocattoli, calzature ortopediche, prodotti di bellezza e di erboristeria etc, oppure rinuncia a quell’esclusiva territoriale che assicura altissimi redditi alle poche migliaia di farmacisti titolari, costringe i cittadini a fare chilometri per procurarsi farmaci ed impedisce lo sviluppo dell’occupazione per i giovani laureati in farmacia. Ben venga quindi l’iniziativa di COOP che deve prevedere però presidi di personale specializzato".

 

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