"L’indagine aperta dall’Autorità Garante della Concorrenza su segnalazione di quest’organizzazione contro 7 società di distribuzione intermedia dei farmaci è l’ennesima conferma del carattere monopolista dell’intero sistema farmaceutico italiano.
I casi, rilevati per il momento solo in alcune regioni, non sono che la punta dell’iceberg di un comportamento diffuso in tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è boicottare il Decreto Bersani".

A sostenerlo è il MNLF, Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che spiega: "Il fatto che alcune delle società sotto inchiesta abbiano un assetto societario riconducibile alle farmacie è la controprova palese dell’intenzione di ostacolare l’entrata nel mercato di nuovi attori, nella fattispecie farmacisti con l’intenzione di aprire propri esercizi.
A tali comportamenti si sommano quelli messi in atto da alcune regioni in testa Lombardia Veneto e Sicilia ove, nel primo caso si annunciano regolamenti atti ad impedire o ritardare l’apertura, mentre nel secondo (Veneto e Sicilia) si contesta l’articolo 5 del decreto attraverso argomentazioni di "lesa maestà" all’autonomia regionale".

La verità – precisano i Liberi Farmacisti – è che tali amministrazioni sono pervase da stimoli corporativi riconducibili il proprio elettorato e che pur di non deludere le loro richieste non indugiano ad andare contro gli interessi generali delle popolazioni amministrate.

Nel frattempo, mentre a Roma i vertici della categoria (Fofi e Federfarma) esprimono in ambiti ministeriali la propria disponibilità al cambiamento presentando progetti che nulla modificano nella sostanza della legislazione vigente, in tutto il territorio nazionale assistiamo a comportamenti scandalosi come quello segnalato dall’Antitrust. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti non riconosce questi rappresentanti come i propri e ritiene le loro posizioni non coincidenti con quelle della maggioranza dei farmacisti italiani.

Il tentativo di Federfarma di far approvare al parlamento italiano un progetto di puro e semplice "maquillage" dell’attuale assetto della farmacia italiana, mantenendo inalterati gli attuali privilegi (pianta organica e numero chiuso), è destinato ad un ennesimo fallimento.

Il Paese – sottolineano i liberi farmacisti – vuole voltare pagina e l’apprezzamento per il decreto Bersani degli italiani lo dimostra, è ormai giunto il momento di fare scelte "avanzate" a cominciare dall’abolizione del numero chiuso delle farmacie e dalla riforma degli ordini professionali. Qualsiasi tentativo – conclude la nota – di deviare la strada intrapresa con il decreto Bersani è contro i cittadini e per tale motivo troverà fiera opposizione da parte nostra.


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