"I farmacisti italiani sono certi che il Governo ribadirà la scelta di anteporre la tutela della salute agli interessi di grandi gruppi che vogliono trasformare la dispensazione dei medicinali in un grande business economico e finanziario". E’ quanto afferma Federfarma in vista della risposta del Governo alla Commissione Europea prevista per il 19 febbraio. In particolare, l’esecutivo europeo lo scorso 19 dicembre aveva dichiarato l’incompatibilità tra alcune norme nazionali che regolano il servizio farmaceutico con la normativa comunitaria (artt. 43 e 56 del Trattato CE).

In particolare, la Commissione – si legge nella nota – sostiene che il diritto di stabilimento e la libera circolazione dei capitali sarebbero pregiudicati dalle norme nazionali che vietano a produttori e distributori intermedi di medicinali di gestire farmacie e vendere al dettaglio i medicinali e che impediscono a non farmacisti di essere titolari di farmacia. L’esecutivo europeo dimostra di avere una visione prettamente mercantile del servizio farmaceutico e sembra ritenere trascurabili i rischi per la salute derivanti dall’ingresso di capitale speculativo e di interessi puramente commerciali nella dispensazione dei farmaci.

Le norme che regolano il servizio farmaceutico – spiegano i farmacisti– sono state scritte per garantire il diritto fondamentale alla salute, tutelato dalla Costituzione, e non per proteggere i farmacisti. Lo ha, infatti, sottolineato la Corte Costituzionale in due importanti sentenze (la n. 27/2003 e la n. 275/2003), nelle quali ha ribadito che ‘il quadro normativo ribadisce l’intento di realizzare l’ottimale funzionamento del servizio nel suo complesso’. Nello specifico, l’attuale assetto del sistema farmaceutico ha l’obiettivo di ‘assicurare ai cittadini la continuità territoriale e temporale del servizio’, cioè di garantire la capillarità e l’accessibilità delle farmacie. La Corte ha inoltre denunciato il pericolo che il prevalere di elementi mercantili nell’attività delle farmacie possa ridurre il livello di tutela della salute. ‘L’accentuazione di una forma di concorrenza tra le farmacie – afferma la Corte Costituzionale – potrebbe contribuire alla scomparsa degli esercizi minori e così alterare quella che viene comunemente chiamata la rete capillare delle farmacie’.

"I farmacisti confidano – conclude Federfarma – nell’intervento risolutivo del Ministro Storace che, con forte senso di responsabilità, sta dimostrando una grande attenzione nei confronti delle esigenze dei cittadini e della necessità di assicurare le massime garanzie in materia di salute pubblica, confermando il ruolo insostituibile del farmacista".

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