"Perché i farmacisti non protestano contro la massicce e dispendiose campagne pubblicitarie sui farmaci che da sempre vengono fatte in Tv nelle ore più costose?". A chiederselo è Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) a seguito della dichiarazione di Giacomo Leopardi, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), secondo il quale "i farmaci da strumento di salute stanno diventando beni di consumo sulla spinta di molti e potenti interessi".

In particolare, Leopardi commentando le dichiarazioni del direttore dell’Istituto di ricerca farmacologiche Mario Negri Silvio Garattini, che ha ricordato come gli effetti collaterali dei farmaci abbiamo aumentato il numero di ricoveri ospedalieri, ha definito i farmaci "un’arma a doppio taglio", sottolineando che, "c’é chi li vorrebbe vendere negli scaffali dei supermercati".

"In realtà – aggiunge Longo – le affermazioni di Leopardi sono sempre finalizzate a evitare che i farmaci da banco vengano liberalizzati attraverso la loro commercializzazione nella grande distribuzione".

Per quanto riguarda la vendita dei farmaci da banco anche nei supermercati sotto la vigilanza di personale specializzato, secondo il Movimento Difesa del Cittadino, i farmacisti dovrebbero fare delle scelte: "Se vogliono difendere l’esclusività della vendita dei farmaci, i farmacisti devono rinunciare a tutte le altre "merci varie" e soprattutto devono rinunciare a quel rapporto farmacie-popolazione che è una vera rendita di posizione che assicura ai farmacisti lauti redditi, impedendo a migliaia di giovani laureati in farmacia di trovare un lavoro".

 

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