Fra ottobre 2006 e lo stesso mese del 2007, le vendite al pubblico di farmaci Otc sono aumentate dello 0,4%. Un risultato migliore rispetto allo scorso anno, quando si era registrato un calo del 4%, ma di certo non soddisfacente per l’Associazione nazionale dell’industria farmaceutica dell’automedicazione (Anifa), che ha organizzato ieri a Roma un incontro sul tema in cui sono stati presentati gli ultimi dati del "post-liberalizzazioni".

Segnali di ripresa si registrano anche nei canali distributivi "alternativi" a quello tradizionale: all’interno dei 1.200 fra ‘corner’ della grande distribuzione (159) e parafarmacie italiane (1049), la vendita di farmaci Otc è infatti cresciuta dell’1,5-2% a volumi.

Le categorie terapeutiche per le quali si registrano alte vendite sia in farmacia che nel "fuori canale" rimangono quelle relative a tosse, raffreddore e affezioni respiratorie (30%), apparato digerente e intestino (20%), analgesici (19%).

Secondo l’Anifa, il decreto Bersani e la legge finanziaria 2007 hanno avuto effetti positivi in termini di contenimento dei prezzi: in farmacia si applica oggi, mediamente, un prezzo più basso dell’11% rispetto al prezzo massimo di vendita su circa il 40% delle specialità medicinali vendute. Mentre nella grande distribuzione il prezzo praticato è inferiore in media del 20% sul 100% dei prodotti presenti.

Positivo il commento del ministro Bersani che ha precisato: "a dispetto di tante previsioni sbagliate, la liberalizzazione dei farmaci da banco non ha prodotto quell’aumento dei consumi paventato al momento dell’entrata in vigore del decreto".

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