Solo l’11% delle farmacie applica lo sconto del 20% sui farmaci di libera vendita. Questo, in estrema sintesi, il principale risultato del monitoraggio sulla applicazione del "decreto Storace" condotto dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, un progetto realizzato in collaborazione con il Ministero delle Attività Produttive. "Dopo l’ennesimo annuncio di accordo, attendiamo ora che si passi ai fatti – sottolinea l’associazione – applicando a tappeto gli sconti revisti dalla legge in vigore, e favorendo così il risparmio dei cittadini su farmaci che rappresentano la fetta maggioritaria della spesa privata farmaceutica. Registriamo con piacere dei piccoli segnali di cambiamento di rotta da parte dei farmacisti privati, grazie anche all’impegno di organizzazioni civiche come la nostra, ma il rischio è che tutto resti solo una operazione di facciata".

Il monitoraggio è stato condotto in 327 farmacie di 74 Comuni, per un totale di 9 milioni e 700mila abitanti, grazie al lavoro realizzato da una rete di 114 "rilevatori civici" di Cittadinanzattiva. Questa la ditribuzione geografica delle farmacie prese in considerazione: Sud 52%, Centro 17%, Nord 31%. Di queste, l’86,5% è composto da farmacie private, il restante 13,5% da comunali. "La vendita nei supermercati, bloccata dall’accordo Ministero-Federfarma, riguarderebbe farmaci che rapresentano circa l’8% del mercato; crediamo che questa libertà non solo rappresenterebbe una opportuna liberalizzazione, ma permetterebbe al cittadino maggiore libertà e contemporaneamente una prova di responsabilizzazione. L’accordo tra Federfarma e Storace rischia in questo contesto di essere una pura manovra elettorale, che non porterà alcun nuovo beneficio per il portafogli degli italiani".

Nel 77% delle farmacie è applicata una forma di sconto, mentre nel 23% (circa un quarto del totale) non se ne applica alcuna. Nel 40% dei casi inoltre, viene applicato un unico tasso di sconto per tutti i farmaci, mentre nel 60% lo sconto è differenziato a seconda del prodotto.
Solo l’11% delle farmacie prese in considerazione applica invece lo sconto massimo previsto dalla legge 149/2005, pari al 20%. Lo sconto medio applicato risulta del 13% (non tenendo conto del valore di partenza del farmaco): nelle farmacie Comunali la media sale al 18%, mentre in quelle private scende al 12%. Passando ora all’informazione effettivamente fornita ai cittadini presso la farmacia sulla possibilità di ottenere sconti: nel 44% dei casi non è presente alcuna tipologia. Infine, nel 90% delle farmacie monitorate è possibile consultare le liste di trasparenza predisposte dall’Aifa relativamente ai farmaci di fascia C con obbligo di prescrizione medica.

"Rinnoviamo la richiesta al Ministro Storace – conclude Cittadinanzattiva – di istituire quanto prima un Tavolo di lavoro tra organizzazioni di cittadini, di malati cronici, aziende produttrici e titolari di farmacia, per individuare delle modalità operative che favoriscano anche i cittadini, e non solo una parte degli attori".

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)