Tagli indiscriminati alla spesa sociale e ai trasferimenti agli enti locali, risorse per investimenti poco o nulla, tanti artifici contabili che allontanano ulteriormente lo sviluppo e il rilancio della competitività delle imprese. Questo lo scenario delineato dalla Finanziaria 2005 che solleva polemiche da parte di agricoltori e sindacati dei pensionati.

"Davanti a certe ipotesi – sostiene il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi – il nostro giudizio non può che essere negativo. Non si intravede, infatti, alcuna spinta per ridare vigore all’apparto produttivo del Paese. Gli stessi tagli annunciati nei confronti degli enti locali destano preoccupazione in quanto questo significa meno servizi sociali per chi vive nelle zone rurali e nelle campagne. E non appare positivo neppure il taglio dell’Irap poiché insufficiente e non sappiamo se verrà esteso anche alle imprese agricole".

"L’agricoltura italiana – ha sottolineato il presidente – vive attualmente un momento di grave crisi. Dei problemi che avevamo posti come prioritari per alleggerire i costi delle imprese nelle ipotesi formulate per la finanziaria non troviamo traccia. Gli oneri contributivi e previdenziali, i costi del lavoro e produttivi, a cominciare da quello sempre più crescente del gasolio, rappresentano, infatti, ostacoli rilevanti per i produttori che già fanno i conti con una costante discesa dei prezzi praticati sui campi e con redditi sempre più decurtatati. Una situazione allarmante che rischia di divenire drammatica senza interventi mirati e politiche propulsive che, tuttavia, oggi non intravediamo".

Intanto anche il sindacato dei pensionati fa sentire la propria voce. "Per gli anziani solo belle parole e nessun fatto. Le anticipazioni della legge finanziaria confermano il carattere retorico dei festeggiamenti del 2 ottobre ‘Festa dei nonni’. Quando si deve passare alle azioni concrete, questo Governo non fa nulla a favore dei nonni italiani". È quanto dichiara Silvano Miniati, segretario generale della Uil Pensionati.

"Le anticipazioni sulla legge finanziaria danno ragione ai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil: i nonni italiani in questo momento non hanno nulla da festeggiare. A favore degli anziani, infatti – prosegue Miniati – nella legge finanziaria, da quel che emerge dalle prime anticipazioni, non c’è nulla: nessuna misura per il recupero del potere d’acquisto delle pensioni, nessun intervento a favore delle persone non autosufficienti. Ci sono invece misure che avranno effetti negativi su tutti i cittadini, ma in modo particolare sugli anziani: 2 miliardi e mezzo di euro di risparmi sulla sanità e 3 miliardi di euro di tagli agli enti locali, che si tradurranno in una riduzione di servizi essenziali, soprattutto per gli anziani, ad esempio l’assistenza domiciliare sanitaria e sociale".


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