Mario Michelangeli, l’Assessore alla Tutela dei Consumatori della Regione Lazio, aderisce e partecipa allo sciopero generale del 25 novembre promosso da CGIL, CISL, UIL contro la finanziaria 2006."Vi è una ragione fondamentale che mi obbliga a partecipare a questo sciopero non solo come cittadino ma anche in qualità di Assessore alla Tutela dei Consumatori – evidenzia Michelangeli – soprattutto se si tiene conto che questa finanziaria trascura totalmente l’erosione del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni riducendo lo stesso stato sociale ad una inezia. L’incremento dei prezzi in ogni settore, dalla spesa alimentare alle utenze, ha ormai assunto proporzioni allarmanti e alla fine del mese non c’è nulla da raschiare in fondo al barile per un numero sempre maggiore di famiglie italiane.

E’ ridicolo – aggiunge l’Assessore – inventare, una tantum, un premio per la nascita di un bambino quando lo stesso crescerà senza certezze nel futuro, con diritti, dall’istruzione alla cura ad esempio, fortemente penalizzati quanto le tutele Costituzionali che fino ad oggi li garantivano. E bene ha fatto la Regione Lazio a varare una delibera che chiede di avviare il referendum per bocciare la riforma costituzionale, una legge che divide l’Italia e penalizza ulteriormente alcune Regioni in particolare al Sud. Casa, erogazione di servizi primari come l’acqua, la luce, i trasporti, sia privati che pubblici, ingabbiati da costi sempre più alti diventano beni sempre meno accessibili e le stesse Amministrazioni Pubbliche parallelamente ai cittadini escono impoveriti da una finanziaria priva di un piano, prospettive, scelte che rilancino l’economia e la qualità della vita.

Ancora una volta il governo di centrodestra ci impone una finanziaria che colpisce i più deboli ed, incredibilmente, mortifica la stessa impresa ed un modello di sviluppo nuovo quanto imprescindibile. Credo – conclude Michelangeli – che questo sciopero generale sia la giusta risposta alle aspettative di un Paese che chiede rispetto, rinnovamento democratico ed una vita migliore".

Anche il Forum del Terzo Settore fa sentire la sua voce ed esprime tutta la sua contrarietà ad una Finanziaria che, di fatto, ha pesantemente tagliato tutti gli investimenti sociali, andando a colpire quel welfare comunitario e municipale che in questi anni abbiamo difeso e sostenuto."Colpire il welfare locale significa colpire tutte le realtà del terzo settore, in particolare quelle di imprenditoria sociale, che sono impegnate nella produzione di servizi.Questa Finanziaria – sostiene il portavoce Edoardo Patriarca – ha anche tagliato in maniera consistente le risorse destinate alla cooperazione internazionale. Un nulla di fatto infine per sostenere il welfare del Mezzogiorno".

 

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