Ridurre le liste di attesa attraverso la creazione di un sistema integrato, ossia di un circuito assistenziale che si faccia carico dell’anziano e della sua famiglia nel continuo evolversi dei suoi bisogni. Questo l’obiettivo del nuovo patto con i cittadini anziani di Firenze, frutto del lavoro della Società della Salute, illustrato questa mattina agli operatori del settore.

"L’incontro di questa mattina è stata l’occasione per illustrare le linee di azione in materia di servizi sociosanitari – ha spiegato il presidente della Società della Salute ed Assessore alle politiche sociosanitarie, Graziano Cioni – e per avviare il confronto con chi lavora nel settore, sia nel pubblico che nel privato, in modo da attivare una reale e concreta integrazione già entro quest’anno. Un’integrazione che si tradurrà nella creazione di uno sportello unico per tutte le prestazioni sociosanitarie, in una consistente riduzione delle liste di attesa e in una maggiore appropriatezza delle risposte ai bisogni dei cittadini".

Il progetto ridefinisce il sistema di accesso dei cittadini ai servizi, il sistema dell’offerta, l’integrazione fra gli attori, il coinvolgimento del terzo settore, l’integrazione sociosanitaria. Dopo una prima fase di presentazione e coinvolgimento degli operatori sulle linee strategiche del progetto – che ha preso il via oggi -, verrà elaborato un progetto esecutivo ed avviata concretamente l’integrazione, che, stando alle previsioni dei vertici della Società della Salute, dovrebbe arrivare entro l’anno.

Molti i benefici di questo sistema realmente integrato sull’erogazione dei servizi ai cittadini, primo fra tutti la riduzione delle liste di attesa.
"I vantaggi per gli utenti saranno importanti – ha precisato il direttore della Società della Salute, Fabio Focardi – perché ci sarà una sola lista per accedere alle prestazioni sociosanitarie, quindi un solo sportello di riferimento per i cittadini". Quando un cittadino si rivolge ai servizi, il suo caso viene valutato da una equipe formata dal medico di medicina generale, dall’assistente sociale e da un infermiere del sistema territoriale. Da questo momento il cittadino viene "preso in carico" in base ai bisogni che esprime: e proprio sulle sue esigenze verranno articolate le risposte del sistema integrato. "Se nel corso del tempo i bisogni mutano – ha aggiunto poi Focardi – anche le risorse messe in campo dai servizi cambiano per rispondere alle esigenze dell’utente"


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