Roma è la città italiana in cui l’ICI, l’imposta comunale sulla prima casa, costa meno ai cittadini. Lo ha rilevato un’indagine condotta dalla CGIA (Confederazione generale imprese artigiane) di Mestre sul gettito ICI delle città italiane indica l’aliquota romana dell’ICI, rimasta invariata rispetto a quella fissata nel 1997, al 4,9 per mille mentre quella ordinaria è invece del 6,9 per mille.

Ammontano a 50.000, i nuclei familiari beneficiari che nel 2004 hanno beneficiato di esenzioni e agevolazioni ICI. Nel 2001 i beneficiari erano 25.000. Nel 2002 è stata introdotta un’aliquota minima dell’1 per mille, applicata alle fasce con reddito più basso la cui abitazione abbia una rendita catastale non superiore a 2.508,53 € e cumulabile con le altre detrazioni previste dal Comune, che di fatto comporta l’esenzione totale dal pagamento.

L’aliquota ridotta al 4,9 per mille si applica anche a negozi e botteghe ad uso commerciale condotte direttamente dal proprietario, a negozi dichiarati di interesse storico, a terreni e immobili condotti direttamente dai coltivatori o da società agricole. La stessa aliquota si applica anche all’abitazione non affittata posseduta da cittadini italiani residenti all’estero e da persone diversamente abili residenti presso istituti di ricovero.

Dal 2004 è inoltre possibile pagare l’ICI in banca con il modello F24: ciò consente ai contribuenti di pagare l’imposta comunale sugli immobili insieme ai tributi statali e di compensare il tributo ICI con altri tipi di crediti maturati sulle imposte dirette (Irpef e Irpeg), sull’IVA e sui contributi previdenziali.

Per scaricare la Guida all’ICI del Ministero delle Finanze clicca qui.

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