Ammontano a circa 2,8 milioni gli iscritti a forme pensionistiche complementari, circa il 12% degli occupati, mentre le risorse destinate alle prestazioni pensionistiche sono pari a 41 miliardi di euro. E’ quanto è emerso dalla relazione annuale 2005 sulla previdenza complementare in Italia e sull’attività della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (Covip), presentata oggi a Roma dal presidente dell’istituto Luigi Scimìa.

In particolare, i fondi pensione di nuova istituzione contano oltre 1,4 milioni di iscritti, il 3% in più rispetto al 2003. Un milione sono invece gli aderenti ai 42 fondi pensione negoziali, registrando un tasso di crescita delle adesioni del 2% nell’ultimo anno. Per i fondi pensione aperti, nel 2004 è proseguita la fase di razionalizzazione e di consolidamento avviata già nel 2003. Il numero dei fondi autorizzati è pari a 92 e gli iscritti sono circa 380.000 (+5% rispetto al 2003), di cui l’87% è rappresentato da lavoratori autonomi.

Per quanto riguarda i fondi pensione preesistenti, comprendendo quelli relativi alle forme pensionistiche interne a banche e compagnie di assicurazione, ammontano a 628, e contano circa 660.000 iscritti. Per questo tipo di fondi le risorse destinate alle prestazioni si avvicinano a 30,5 miliardi di euro. Infine, le polizze di assicurazione sulla vita con contenuto previdenziale (PIP): i contratti stipulati sono circa 685.000, in crescita del 23% rispetto al 2003.

Questi i dai principali esposti dal presidente della Covip il quale ha sottolineato la necessità di un’unica autorità di vigilanza sulle forme pensionistiche. "Ci ha sorpreso – ha dichiarato Scimìa – il trasferimento alla Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), previsto dal disegno di legge sul risparmio approvato alla Camera dei Deputati, di alcune fondamentali competenze della Covip". Il riferimento è alle attribuzioni relative all’approvazione delle convenzioni per la gestione delle risorse dei fondi pensione, alla vigilanza in tema di trasparenza ed alla verifica delle condizioni di polizza dei contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziali.

Per il presidente dell’istituto di vigilanza "non riconoscere alla Covip il compito di verificare le politiche di investimento dei fondi pensione e la loro coerenza rispetto alla normativa di legge e regolamentare, significa sottrarre all’Autorità di settore il più elementare strumento di controllo sull’andamento del fondo pensione". "Né risulta funzionale – ha aggiunto Scimìa – il trasferimento alla Consob delle funzioni di regolazione e vigilanza sulla trasparenza dei prodotti di previdenza complementare. Tali attribuzioni costituiscono il cardine dell’attività dell’Autorità di vigilanza del settore e sarebbe inopportuno distribuirle tra più Autorità". "Il risparmio previdenziale è qualcosa di molto diverso dal risparmio finanziario – ha spiegato il presidente della Covip – Basta pensare alla pluralità di forme che caratterizzano il settore".


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