Il primo giorno di ogni anno scolastico sarà celebrata la "Giornata nazionale della Legalità", nelle modalità e con le iniziative che le scuole riterranno opportune. Lo ha stabilito il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, con un decreto che affida ai Direttori degli Uffici scolastici regionali il compito di adottare i provvedimenti più idonei per tale celebrazione.

"Come avevo annunciato nella cerimonia d’inaugurazione dello scorso settembre alla presenza del Capo dello Stato", spiega il Ministro Moratti, "l’anno scolastico 2005/2006 è stato dedicato interamente all’"educazione alla convivenza civile, alla partecipazione e alla cultura della legalità. In tutti gli istituti scolastici italiani sono state pertanto realizzate numerosissime iniziative finalizzate a far divenire le nostre scuole luoghi privilegiati di rispetto dei diritti umani, di pratica della democrazia, di apprendimento delle diversità e della ricchezza delle identità culturali, per formare cittadini responsabili e solidali. Proprio per valorizzare queste esperienze e promuovere sempre più una partecipazione consapevole dei ragazzi alla vita della scuola e della comunità scolastica, entro cui sia possibile lo sviluppo di senso critico e della capacità di riflessione, abilità di comunicazione, cooperazione e partecipazione sociale costruttiva, integrazione e senso di appartenenza alla comunità, ho deciso di istituire la Giornata Nazionale "Scuola e legalità" che sarà celebrata in apertura dell’anno scolastico, nelle modalità e con le iniziative che le singole scuole riterranno opportune".

"Oggi lanciamo anche il Manifesto "Cittadinanza, legalità e sviluppo", prosegue il Ministro, "che si avvale dei preziosi contributi di quanti ogni giorno operano per il rispetto delle regole e di coloro che hanno raccolto la testimonianza dei propri cari, che hanno pagato con la vita la fedeltà alle istituzioni e alle leggi. Il Manifesto costituisce un forte riferimento per le istituzioni scolastiche e le altre agenzie educative che vogliano individuare percorsi, attività, iniziative, per riflettere su come il rispetto delle norme e delle regole sia un fattore fondamentale per la convivenza civile, nella vita quotidiana, a scuola come nella società. A tutti i componenti il Comitato nazionale della Scuola per la Legalità, la Cittadinanza e lo Sviluppo va dunque il mio più vivo ringraziamento e apprezzamento per il contributo che hanno offerto e sapranno offrire in futuro per supportare le scuole del nostro Paese in questo percorso di crescita della cultura della legalità".

"Stiamo infine realizzando", ha concluso Letizia Moratti, "un progetto europeo di peer education (educazione tra pari) che prevede il coinvolgimento di 230 scuole italiane le quali lavoreranno in rete secondo metodologie educative innovative con numerose scuole europee. Questo sistema si coniuga ottimamente con l’educazione alla legalità, valorizzando il ruolo attivo e costruttivo dei giovani nei confronti dei propri coetanei e della società civile in cui vivono. Tale programma, cofinanziato dalla Commissione Europea e dal Miur, contribuirà a determinare una evoluzione naturale dall’"educazione" alla legalità verso una "cultura" della legalità come pratica diffusa nella comunità scolastica". Ma ecco, di seguito, il Manifesto "Cittadinanza, Legalità, Sviluppo".

Manifesto Nazionale "Cittadinanza, Legalità, Sviluppo"

Per un adolescente riconoscere ed accettare un mondo di regole è sempre un percorso difficile e faticoso, tanto più se la società contemporanea, sempre più spesso, non propone mediazioni simboliche credibili e coinvolgenti, modelli positivi e motivazioni appaganti. La scuola, luogo privilegiato di cultura e conoscenza, si impegna a coltivare e a far crescere sempre più la cultura della legalità valorizzando anche gli altri ambiti educativi, primo fra tutti quello della famiglia, dove i ragazzi possono vivere la dimensione di una sana appartenenza. Ecco un impegno con e per i giovani e le future generazioni.

Le regole sono condivise quando comprese nel loro significato più assoluto, quello cioè del rispetto per la dignità di tutti.

Perché la legalità?
Vivere la legalità è vivere il valore della regola come:

  • strumento di libertà e progresso;
  • garanzia affinché le differenze di ognuno siano un arricchimento per tutti;
  • protezione dalla violenza, dall’arroganza e dagli abusi di chi pensa di essere più forte;
  • vivere la legalità è consapevolezza che non vi sono scorciatoie nella vita e che la via più breve ha sempre un prezzo alto che prima o poi dovrà essere pagato;
  • essa è una scelta che esige partecipazione, capacità di critica ma, soprattutto, di autocritica, non disgiunta dal sentimento della solidarietà, senza il quale nessuna società può dirsi veramente civile;
  • vivere la legalità è credere nelle istituzioni, crescere nella partecipazione democratica, nel pieno riconoscimento della centralità della persona;
  • vivere la legalità è vivere la libertà;
  • vivere la legalità è prima di tutto capirla: dove le leggi negano i diritti fondamentali dell’uomo, lì non c’è legalità;
  • vivere la legalità significa accettarla, farla propria accogliendone le ragioni profonde e farne pratica quotidiana;
  • vivere la legalità vuol dire condividerla, riconoscendo che dimensione costitutiva della persona è la relazione con l’altro, con la comunità più vasta che ognuno contribuisce a realizzare con la propria libertà e responsabilità;
  • vivere la legalità significa non barattare diritti con favori; la legalità vissuta da tutti o, almeno dai più, aiuta a sconfiggere l’individualismo, gli interessi di parte, l’indifferenza.

Educarsi alla legalità è dunque il passaporto per la vera cittadinanza, nutrito dalla necessità di dare qualcosa di sé per collaborare al BENE COMUNE cui tutti dobbiamo aspirare.

 

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