L’Ispettorato centrale repressione frodi (Icrf) ha sequestrato, in questi giorni, 160 tonnellate di concimi che dalle analisi effettuate dal laboratorio dello stesso Ispettorato sono risultati ottenuti da fanghi industriali e quindi in aperto contrasto con la legge che disciplina la produzione e la commercializzazione dei concimi.

In particolare, le analisi hanno evidenziato che i concimi contenevano un’elevata quantità di metalli pesanti (piombo, rame, zinco, cadmio e cromo) e pertanto non potevano essere utilizzati in agricoltura. I titolari dell’impresa produttrice sono stati denunciati alla magistratura locale.

Secondo il ministro delle politiche agricole, Gianni Alemanno "la tutela della qualità delle nostre produzioni deve iniziare con il controllo puntuale della sicurezza dei mezzi tecnici impiegati, ovvero dei concimi e degli altri mezzi tecnici di produzione quali sementi, mangimi e fitofarmaci". In questo contesto l’Icrf svolge un ruolo "cardine – ha aggiunto in una nota Alemanno – per garantire ai consumatori la sicurezza agroalimentare dei prodotti e ai produttori la difesa della qualità contro i tentativi di frode e di concorrenza sleale da parte di operatori disonesti".


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