Dal 1 luglio scatteranno nuovi aumenti per gas ed energia elettrica (che è peraltro la più cara d’Europa).Questo ennesimo aumento delle tariffe – secondo i sindacati – inciderà ulteriormente sulla già difficile condizione in cui versano milioni di pensionati, il cui potere d’acquisto continua a subire una costante erosione.

Cgil, Cisl e Uil hanno scritto – chiedendo a ciascuno un incontro – al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi; al Ministro delle attività produttive Claudio Scajola; al Ministro delle Telecomunicazioni Mario Landolfi; all’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti; all’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni; al presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis.

Al Presidente del Consiglio e ai ministri, i sindacati chiedono un intervento concreto per bloccare gli effetti di tali aumenti "al fine di evitare un insostenibile aggravio delle già pesantissime condizioni di vita dei titolari di redditi bassi e medio bassi". Si sollecita inoltre il Governo a definire i criteri di accesso (Isee, indicatore della situazione economica equivalente) necessari per l’applicazione della legge che ha istituito la tariffa sociale per l’energia elettrica e ad innalzare i tetti di reddito per la fruizione della fascia sociale per il servizio universale della telefonia fissa e per l’utenza domestica del gas, così da estendere la platea dei beneficiari, attualmente troppo esigua.

All’amministratore delegato dell’Enel e all’amministratore delegato dell’Eni, essi chiedono un incontro per discutere rispettivamente della "definizione di una tariffazione sociale tale da rendere sostenibili i costi dei consumi anche per le fasce più deboli" e dell’innalzamento "del tetto di reddito per la fruizione della fascia sociale per l’uso domestico del gas". Questi stessi temi sono al centro anche della richiesta di incontro al presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
Spi, Fnp e Uilp ribadiscono la necessità di un intervento immediato per bloccare gli effetti degli aumenti delle tariffe dei servizi sui titolari di redditi bassi e medio bassi, manifestando ancora una volta la propria preoccupazione per il progressivo impoverimento di milioni di anziani e di pensionati, a favore dei quali continuano a mancare misure concrete ed efficaci.


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