"L’Italia sembra voler mantenere con tenacia il proprio primato negativo e si riconferma maglia nera assoluta in Europa per le emissioni di gas a effetto serra. Tra il 2002 e il 2003 ha visto una crescita di 14,8 milioni di tonnellate di gas serra. Davvero un bell’impegno: è riuscita a produrre oltre un quarto dell’incremento totale delle emissioni dei 15". Così Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, commenta i dati presentati oggi dall’Agenzia europea per l’ambiente sulle emissioni di gas serra nella Ue tra il 2002 e il 2003.

"Le nostre emissioni sono aumentate del 2,7% in un anno – prosegue Della Seta -, e addirittura del 11,6% rispetto ai livelli del 1990. Siamo seguiti a ruota dalla Polonia che è cresciuta di 13,8 milioni di tonnellate di emissioni e dalla Finlandia con 8,3 milioni di tonnellate. Ma all’altro capo della classifica c’è il Portogallo, che è riuscito a ridurre le proprie emissioni di ben 4,5 milioni di tonnellate, a riprova che i tagli sono possibili e anche in tempi brevi".

"Il nostro governo deve adoperarsi per invertire al più presto la rotta delle sue politiche energetiche – conclude il presidente di Legambiente – e abbandonare il suo progetto insulso di rilancio del carbone. L’aumento delle emissioni dell’1,5% nell’Europa a 25 è dovuto in buona parte al maggior impiego di carbone per la produzione di energia elettrica. La strada per ridurre le emissioni è decisamente un’altra: consumare meno fonti fossili e più energie pulite".


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