"Da oggi il latte fresco italiano è garantito, ma il cappuccino potrebbe essere presto addolcito con lo zucchero del Sudan". Lo denuncia l’Associazione dei giovani di Confagricoltura: "La battaglia per il latte è stata vinta; ora incombe la guerra dello zucchero per mantenere una produzione italiana, ad alto valore imprenditoriale, di grande importanza occupazionale e ambientale".

Il prossimo 22 giugno a Bruxelles, con la riforma dell’organizzazione comune di mercato (Ocm) dello zucchero, i consistenti tagli previsti per il settore si abbatteranno sulla filiera bieticolo-saccarifera italiana. "L’Italia fino ad ora ha prodotto quasi l’8% dello zucchero europeo – sostiene Gerardo Diana, presidente dell’Anga – con le riduzioni che verranno, lo zucchero scomparirà in gran parte del nostro territorio a vantaggio di Francia, Germania e degli altri paesi esportatori".

I dati

La bietola contiene mediamente oltre il 16%, di zucchero che, insieme ad altre sostanze e minerali, è indispensabile alla vita. In Italia si consumano 25 kg di zucchero pro capite l’anno. La superficie coltivata media degli ultimi anni è di 220.000 ettari che producono 7 milioni di tonnellate e danno lavoro a 45.000 tra agricoltori e salariati. A cui vanno aggiunti gli zuccherifici, il personale fisso ed avventizio, nonché l’indotto.

I Paesi principali esportatori di zucchero oltre l’Unione europea sono: Brasile, Thailandia, Swaziland, Cuba, Mozambico, Uganda, Sudan, Kenia e India.


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