"Il cittadino-utente della giustizia deve avere garanzie di terzietà, di imparzialità e di durata ragionevole del processo". Con queste parole il Primo Presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone ha indicato uno dei primi obiettivi della giustizia, ovvero lavorare sul rapporto giudici-parti del processo. Ma al centro del sistema giudiziario anche altri rapporti come quello tra i giudici e la collettività: "I magistrati – ha detto Carbone – non sono una corporazione, non vogliono essere una casta o l’insieme di più caste".

Gli obiettivi fissati dal presidente seguono un bilancio chiaro della giustizia e dei suoi problemi. Tra questi la lentezza dei processi. "I tempi della giustizia – ha affermato Carbone- sono un elemento di fortissimo trascinamento verso il basso per l’Italia, anche in tutti gli altri indicatori internazionali con pesanti ricadute negative sulla crescita del Paese e sul benessere dei cittadini".

"Incontrovertibili e intollerabili" sono i costi derivanti da questi ritardi. "Non si può accettare – ha detto il premier dimissionario, Roma Prodi – in nessun modo che dalle case delle nostre città escano sacchi di rifiuti che non si smaltiscono perché non si sa dove portarli, allo stesso modo non è accettabile che in una causa civile una udienza venga fissata, come si è letto anche in questi giorni, al 2013 se non al 2020. Né è accettabile che una sentenza sia depositata a distanza di anni dal momento della decisione. Queste cose non si possono semplicemente ammettere, quale che possa essere la giustificazione. Il tempo non è una variabile irrilevante, come del resto ben sa chi deve operare sotto la minaccia di termini perentori la cui scadenza conduce a conseguenze irreparabili".

Tra le ombre delle giustizia anche i "processi mediatici, che turbano la serenità e ostacolano la tempestività della giustizia"- ha detto presidente della Corte – sono dannosi e inutili. Un aumento dell’audience non corrisponde a un miglioramento della giustizia".

Carbone ha inoltre ricordato l’introduzione in Italia class action definendo "interessante la legittimazione a proporre un’azione collettiva di associazioni e comitati adeguatamente rappresentativi dei diritti dei singoli, che però deve essere unica anche per evitare contrasti logici tra Giudicati con la presenza di più attori esponenziali".

 

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