Si è aperta oggi, presso il Teatro Capranica di Roma, la Conferenza nazionale dei DS "Giustizia uguale per tutti", che affronta i problemi del sistema giudiziario italiano, proponendo un concreto programma di riforma. I temi fondamentali presi in esame vanno dalla riduzione dei tempi processuali, alla maggior responsabilizzazione e professionalità di magistrati e avvocati, alla revisione del sistema sanzionatorio penale, fino alla promozione delle risoluzioni alterative alla controversia.

L’incontro, che proseguirà anche nella giornata di domani, è stato aperto da un filmato di alcune interviste a Giovanni Falcone, definito da Massimo Brutti, responsabile naz. di giustizia dei DS, un esempio di magistrato integro ed indipendente. L’esponente diessino ha affermato l’esigenza di garantire indipendenza ed autonomia dell’ordine giudiziario: "più efficienza e legalità sono lo strumento per fornire più tutela al cittadino".

Per riformare il "sistema Giustizia" il Centro-Sinistra propone di ascoltare i pareri delle parti in causa, ossia magistratura e avvocatura. Le accuse al Governo muovono dalla mancanza di organicità nei provvedimenti presi, dato che depenalizzazione del falso in bilancio, legge sulle rogatorie, legge Cirami, lodo Schifani e legge sui termini prescrizionali appaiono come "norme penali puntiformi e frammentarie" tese a tutelare i singoli ed in aperto contrasto con i dettami costituzionali. Anche l’ultima legge approvata ieri in Parlamento sull’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento provocherà, secondo i DS, l’allungamento dei processi, trasformando le decisioni della Cassazione da giudizi di legittimità a giudizi di merito.

I punti cardine della riforma auspicata dall’opposizione sono i seguenti:

  • ridurre i tempi dei processi, sia penali che civili, anche attraverso una razionalizzazione nell’utilizzo e nella distribuzione delle risorse colmando le carenze di organico, informatizzando il lavoro ed istituendo uffici distrettuali per il monitoraggio dei tempi procedimentali;
  • responsabilizzare maggiormente magistrati ed avvocati, accentuando le caratteristiche di indipendenza e di professionalità tramite la creazione di apposite Scuole di Formazione post lauream;
  • ostacolare la separazione delle carriere di magistrati e pubblici ministeri, poiché ciò conduce ad un controllo della politica sulla giustizia;
  • riformare il codice penale secondo il modello liberal-democratico, che rispetti i principi di offensività, legalità, tassatività e colpevolezza;
  • rinnovare il sistema delle pene, intendendo il carcere come extrema ratio, in conseguenza solo dei reati più gravi per la società ed i cittadini. Si propone di ricorrere all’applicazione di pene alterative di tipo interdittivo e pecuniario;
  • rivedere lo statuto dell’avvocatura, per assicurare il diritto alla giustizia dei cittadini. Per andare incontro alle esigenze degli utenti si intende anche garantire la trasparenza negli onorari degli avvocati ed assicurare un circuito di controlli pubblicistici;
  • promuovere il ricorso a strumenti alternativi al processo, con l’istituzione presso ogni tribunale di camere di conciliazione;
  • favorire l’armonizzazione della giustizia a livello europeo, accelerando il completamento della costruzione dello spazio giuridico UE.

Tra gli interventi della mattinata, si ricorda quello del capogruppo DS alla Camera dei deputati, Anna Finocchiaro, che ha affrontato la questione dei provvedimenti di clemenza, ossia amnistia ed indulto, richiesti dal Centro Sinistra ma affossati in sede parlamentare. Sul tema della lotta alla Mafia si è espresso Giuseppe Numia, capogruppo DS della commissione antimafia, il quale propone un maggior impegno dello Stato, passando da "interventi del giorno dopo" le stragi ad "interventi del giorno prima" preventivi ed organici. Legalità e sviluppo economico – ha dichiarato l’onorevole – devono andare di pari passo. Cosimo Arnone esponente CGIL, ha ribadito la necessità di risolvere i problemi derivanti dalla carenza di organico e dalla mancanza di strumenti tecnologici nell’organizzazione giudiziaria. L’on.Carlo Leoni, capogruppo DS agli Affari Costituzionali, ha insistito quindi sulle critiche al centro destra, capace solo di creare legge ad personam e di aggredire la magistratura.

 

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