Il prossimo 14 luglio i magistrati sciopereranno "con dolore e sofferenza perché lo sciopero non é uno strumento che fa parte del loro patrimonio genetico", ma incroceranno le braccia perché questo "é l’ unico strumento possibile per far sentire forte il "no" alla controriforma" sull’ ordinamento giudiziario. Queste le parole con cui il presidente di Magistratura Democratica, Franco Ippolito, ha spiega i motivi della protesta dei magistrati nel corso della conferenza stampa dal titolo "La giustizia appesa ad un filo", organizzata con Cgil, Altroconsumo, Cittadinanzattiva e Federconsumatori.

Ippolito ha spiegato che si è arrivati al quarto sciopero dei magistrati "perché è a repentaglio la possibilità stessa che il servizio giustizia possa funzionare, così come sono a repentaglio l’autonomia e l’indipendenza della magistratura". La riforma dell’ordinamento giudiziario, approvata al Senato dopo i rilievi del capo dello Stato e ora in commissione Giustizia alla Camera, secondo il presidente di MD, va considerata "un regolamento di conti per mettere a posto i giudici che hanno preso troppo sul serio la loro autonomia e indipendenza".

"Il diritto alla giustizia è una dei diritti maggiormente violati nel nostro paese – ha dichiarato Teresa Petrangolini, Segretario generale di Cittadinanzattiva -. I sette diritti indicati nella Carta dei diritti dei cittadini nel servizio giustizia, da noi promossa, rappresentano una sorta di agenda della questioni che dovrebbero essere affrontate: l’informazione ai cittadini, i tempi, l’accesso, la qualità, la rappresentatività degli utenti stessi. Credo che una reale attenzione al tema della giustizia richieda delle inversioni di rotta"

Secondo Teresa Petrangolini, è necessario il passaggio dalla giustizia dei politici alla giustizia dei cittadini. Inoltre si deve considerare la giustizia come un grande servizio pubblico e non solo come un potere dello Stato. La giustizia, infatti, al pari della scuola e della sanità, è un servizio pubblico, a cui il cittadino deve poter accedere in caso di necessità e che sta alla base di uno Stato di diritto.

Cittadinanzattiva propone perciò di dare priorità alla giustizia civile, informatizzare gli uffici, stanziare più risorse economiche per adeguare le strutture e per aumentare il personale, chiede inoltre una maggiore managerialità nella gestione, la riforma della magistratura onoraria, l’approvazione della legge sulla class action, la istituzione degli uffici per le relazioni con il pubblico, la tutela delle vittime dei reati e la riduzione dei costi per i cittadini dal momento che sono aumentate anche le spese per il contributo unificato.

Federconsumatori invece ha fatto sapere di aver dato mandato al suo ufficio legale di "verificare se ci saranno comportamenti anomali di ministri, politici o magistrati il 14 luglio", quando si terrà lo sciopero. Riferendosi all’annunciata intenzione del ministro delle Riforme, Calderoni, di denunciare i magistrati che sciopereranno, Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, ha spiegato che l’associazione denuncerà "chi opererà per atti che contrastino le norme di legge o addirittura quelle della Costituzione".


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