Strana estate. Meno turismo, meno caldo, meno giornate di sole. E più inquinamento. La folla mancata nelle località balneari, la pioggia e le temperature spesso non proprio estive capaci di rendere meno gradevoli le vacanze avrebbero dovuto avere almeno un pregio: quello di far diminuire la quantità di batteri fra le onde. E’ invece accaduto il contrario. L’Italia ha perso da un anno all’altro il 4,5% di acque blu, passando da un lusinghiero 92% del 2004 all’87,5% della stagione in corso, a dimostrazione di uno stato di salute della depurazione degli scarichi fognari ancora molto precario. Questo il risultato principale di Goletta Verde di Legambiente, arrivata oggi in porto dopo aver percorso, con le altre tre imbarcazioni che costituiscono la flotta, gli 8000 chilometri di coste italiane.

Goletta Verde di Legambiente, quest’anno, ha fotografato complessivamente la situazione costiera: cemento, ecomostri, abusivismo, illegalità ambientale, depurazione, erosione. Senza dimenticare le eccellenze, le esperienze positive: lo straordinario patrimonio rappresentato dalle aree marine protette (sono 23 e si estendono per circa 640 chilometri), l’insieme di località dove turismo, ambiente, paesaggio, beni culturali e storici, mare e attività economiche seguono uno sviluppo più armonioso ed equilibrato.

Sulla base di diversi indicatori, positivi e negativi, Goletta Verde ha stilato una sorta di classificadelle regioni italiane. Il primato va alla Sardegna, regione pluripremiata dalla Guida Blu con tantissime vele, che può vantare quasi il 94% di acqua marina non inquinata. Ultima la Campania che ha la percentuale più bassa dei campioni di acqua esaminati in regola, appena il 70,5%. In mezzo troviamo chi va bene (Basilicata, Toscana, Friuli Venezia Giulia e Liguria prendono 7 o giù di lì), chi va benino (Veneto, Marche, Puglia, Molise ed Emilia Romagna) chi strappa la sufficienza a fatica (Abruzzo e, soprattutto, Lazio), chi viene bocciato (Sicilia e Calabria oltre alla Campania). Tutte le regioni mostrano comunque le loro belle contraddizioni: si passa dalle esperienze delle aree marine protette, che promuovono un tipo di sviluppo sostenibile e che puntano sulla tutela del territorio e delle sue peculiarità, a villaggi turistici, in alcuni casi veri e propri paesi, nati senza uno straccio di autorizzazione.

"Ogni regione ha fortunatamente le sue perle, ha sottolineato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente. Basta citare il caso di Otranto, in provincia di Lecce, che ha avviato un percorso di certificazione ambientale e sta promuovendo l’istituzione di un’area marina protetta lungo il suo litorale. O ancora di Pollica, Acciaroli e Pioppi nel salernitano, perle del parco nazionale del Cilento, che per il sesto anno consecutivo si aggiudicano le cinque vele della Guida Blu, o di Tropea, in provincia di Vibo Valentia, col suo splendido scenario naturale e i progetti di recupero della fascia costiera, o ancora di Noto, in provincia di Siracusa, vera sorpresa per la qualità della gestione del patrimonio costiero. Bisogna quindi prendere spunto proprio da questi esempi di amministrazioni che in contesti regionali non facili hanno saputo investire sull’ambiente e sulle sue tipicità, trasformando l’intero sistema turistico ed economico in funzione della valorizzazione del territorio".

Per quanto riguarda la piaga dell’abusivismo, Goletta Verde segnala una situazione allarmante: Sicilia, Puglia, Campania e Calabria occupano le prime quattro posizioni della classifica dell’abusivismo edilizio costiero in Italia. In questi territori si sono consumate quasi il 61%, delle violazioni accertate dalle forze dell’ordine nel corso del 2004 ed è stato effettuato ben il 63% dei sequestri. Numeri che segnalano, ancora una volta, l’incidenza dei fenomeni di criminalità organizzata nel ciclo illegale del cemento, da sempre considerato una delle attività privilegiate delle mafie nel nostro Paese

Durante il suo viaggio, Goletta Verde ha consegnato anche tante Bandiere nere, i vessilli meno ambiti d’Italia, perché segnalano i "nuovi pirati del mare": amministrazioni, politici, imprenditori, società private che si sono contraddistinti per attacchi o danni all’ambiente marino e costiero. Una bandiera particolare è andata alla petroliera San Marco, sorpresa a ripulire le cisterne in una zona ecologicamente protetta a largo di Marsiglia, come simbolo di tutte quelle navi che non rispettano le normative per la tutela ambientale.


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