Individuare standard ed indicatori condivisi per la valutazione della qualità, sicurezza ed efficienza del servizio di guardia medica, segnalare e monitorare in maniera congiunta e permanente il servizio sul territorio, realizzare campagne di informazione per i cittadini, avanzare proposte per interventi strutturali di miglioramento, prevedere l’esame, all’interno di commissioni paritetiche, della casistica e dell’eventuale contenzioso.

Sono questi i principali punti dell’accordo firmato oggi da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato e FIMMG-Continuità assistenziale (che raggruppa i medici di guardia medica) per valutare le principali criticità del servizio e individuare insieme possibili soluzioni. I medici di guardia medica della FIMMG, si impegneranno, inoltre, a garantire una rete territoriale, di consulenza e assistenza alle sedi del Tribunale per i diritti del malato per aiutare i cittadini che si rivolgono ai servizi di consulenza del Pit salute.

"È evidente che il servizio di guardia medica, nella sua strutturazione attuale, non è in grado, nonostante la professionalità degli operatori e la loro dedizione, di rispondere adeguatamente ai bisogni dei cittadini ed è sottoposto a richieste alle quali non è in grado di far fronte. Proviamo a lavorare insieme, cittadini ed operatori per tentare di migliorare le cose dal basso e cambiare una situazione che si dimostra ogni giorno di più inadeguata e insicura." E’ quanto dichiara Stefano Inglese, responsabile nazionale del Tribunale per i diritti del malato- Cittadinanzattiva, a commento del protocollo di intesa siglato oggi, all’interno del 57° congresso nazionale della FIMMG.

Difficoltà di ottenere una visita a domicilio e di usufruirne rapidamente (30.2% delle segnalazioni ricevute su questo tema), impossibilità di raggiungere telefonicamente il servizio (7.4%), indisponibilità di prestazioni comunemente offerte dai medici di famiglia (7.0%), impossibilità di ottenere assistenza in situazioni di emergenza per inadeguatezza delle apparecchiature in dotazione (9.8%), sono le principali questioni segnalate dai cittadini alle sedi territoriali del Tribunale per i diritti del malato e ai servizi PIT salute e testimoniano di una difficoltà evidente di questa area del Servizio sanitario nazionale.

"Troppo spesso i cittadini si rivolgono al servizio di guardia medica perché il pronto soccorso è distante o, comunque, difficile da raggiungere"-continua Inglese. "È necessario chiarire una volta per tutte compiti, ruoli e funzioni dei diversi presidi sul territorio e, soprattutto, garantire al paese una copertura adeguata, assicurando tempestività, qualità e sicurezza degli interventi. Come cittadini abbiamo bisogno di poter contare su una assistenza continua nell’arco delle 24 ore e di sapere esattamente a chi rivolgerci avendo la certezza di poterci contare. Nei prossimi mesi lavoreremo intensamente, insieme ai medici di guardia medica, per migliorare l’esistente e progettare il futuro."

 

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