La metodologia scelta dal Registro del ccTLD ".it" (NIC) – l’organismo incaricato della gestione dei nomi a dominio italiani ".it" – per proteggere la privacy dei titolari, rende di fatto impossibile l’accesso al database anche agli utenti con difficoltà visive. Lo sostiene www.italianoaccessibile.it – il portale sull’accessibilità e la comprensibilità dell’informazione online – che precisa: a partire dal 10 marzo scorso, il NIC ha deciso di ristrutturare il servizio di consultazione del database (WHOIS), introducendo due importanti novità: l’accesso "libero" al servizio WHOIS (whois.nic.it), che restituisce un sottoinsieme dei dati attualmente forniti; l’accesso WHOIS via Web permette di visualizzare gli attributi ad oggi disponibili, ma e’ vincolato all’inserimento di una password grafica casuale.

Inserendo la password nell’apposito campo, si accede, come in precedenza, alla lettura dei dati riguardanti il dominio e l’assegnatario. Da notare che la password grafica è volutamente realizzata con scarso contrasto e con l’inserimento di pattern, tali da confondere le cifre che costituiscono la password stessa. In pratica, lo stratagemma messo in atto dal NIC per impedire il riconoscimento dei caratteri e tutelare la privacy degli utenti intestatari di un dominio ".it", rende di fatto impossibile l’accesso al database anche agli utenti con difficoltà visive.

Va precisato – sottolinea il portale Italiano Accessibile – che il NIC possiede i dati di registrazione di tutti i domini italiani. In particolare, nel suo database sono custoditi i dati del titolare del dominio stesso (admin-c), compresi quelli personali: indirizzo, telefono, data di nascita. A differenza di quanto accade, ad esempio, con un dominio ".com, si tratta di informazioni obbligatorie per poter registrare un dominio ".it". In effetti, nel Regolamento del registro italiano, si legge testualmente: "Il Registro rende pubblici e mantiene in linea sui propri server i modelli del modulo e della lettera di assunzione di responsabilità, nonché le istruzioni per la registrazione dei nomi a dominio e di quanto altro necessario."

"La questione merita senz’altro un’attenta riflessione. Se da una parte la scelta del NIC ha il pregio di evitare (o almeno ridurre) l’accesso ai dati da procedure automatiche di identificazione – con conseguente beneficio sul fenomeno dello spam – dall’altra crea di fatto una nuova barriera nei confronti degli utenti diversamente abili. In barba ai principi e ai dettami della Legge Stanca sull’accessibilità agli strumenti informatici."- conclude Italiano Accessibile.


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