L’e-Government degli enti locali è in dirittura d’arrivo. Lo ha ricordato, oggi a Roma, il ministro per l’Innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, intervenendo alla prima giornata della terza conferenza sullo di attuazione dell’e-Government nelle Regioni e negli Enti locali. Sulla base della progressione in atto, si prevede che entro il 2005 sarà completata la maggior parte dei 134 cantieri digitali avviati con la prima fase di e-Government e, di conseguenza, la disponibilità di servizi on line per cittadini e le imprese.

Stanca ha poi precisato che "l’avanzamento medio dei progetti è intorno al 70%, ma i primi 52 sono ormai completati al 92%". Anzi 98 dei 134 progetti digitali hanno già reso disponibili 166 servizi ai cittadini e 79 progetti hanno messo on line 389 servizi per le imprese. Si tratta di un processo complesso in cui sono coinvolte tutte le Regioni, più di 3 mila Comuni, un centinaio di Province e 200 comunità montane. Inoltre ciascun progetto riguarda insiemi di amministrazioni, da qualche decina e qualche centinaia per quelli più complessi.

"Tutte le risorse dell’e-Government per gli enti locali sono state allocate – ha aggiunto il ministro – non solo i 400 milioni di euro dei fondi Umts, ma anche tutte quelle destinate dal Cipe e dal Comitato dei ministri per la società dell’Informazione. In particolare all’e-Government locale sono andati complessivamente ben 1.345 milioni di euro, 775 dei quali destinati al Sud".

Con lo strumento Accordi di Programma Quadro è stato possibile far convergere risorse nazionali con quelle regionali e comunitarie. "Non abbiamo distribuito fondi a pioggia – ha evidenziato Stanca – come si usava tradizionalmente, ma costruito con le Regioni progetti specifici, accuratamente definiti nei settori dell’e-Government, come sanità, larga banda, sviluppo locale dei territori di eccellenza. Sono già 29 gli Accordi stipulati, di cui 12 integrativi, per un valore di 750 milioni di euro".

Per taluni progetti esiste però un ritardo, che è mediamente di nove mesi; 18 i progetti che non hanno ancora superato il 20% di avanzamento e 3 non sono neanche partiti. Questo dimostra una carente capacità di attuazione da parte di alcuni enti locali. L’83% dello stato d’avanzamento dei progetti riguarda il Nord Est, rispetto al 50% del Sud. Pur convenendo che "occorre sostenere i più deboli", il ministro si è detto contrario al cosiddetto "accanimento terapeutico". I progetti che non progrediscono saranno interrotti. I criteri saranno discussi con Regioni e le associazioni delle autonomie locali. Ma c’è consenso unanime sul rimettere in circolo le risorse incagliate, nell’interesse degli stessi enti locali.


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