Cosa intende fare il governo per porre fine alla grave situazione all’interno del Cpt (Centro di permanenza temporanea) di Lampedusa e degli altri centri italiani? Come pensa di poter consentire un effettivo controllo su ciò che avviene all’interno dei Cpt? Queste sono le principali domande poste da un’interpellanza urgente del gruppo Ds-l’Ulivo al ministro dell’Interno (del presidente Luciano Violante, di Livia Turco e del capogruppo in commissione Affari costituzionali CarloLeoni, le prime firme) alla luce di quanto riportato da un’inchiesta del settimanale l’Espresso in cui il giornalista Fabrizio Gatti racconta la sua permanenza di sette giorni, sotto falso nome, all’interno del centro di permanenza di Lampedusa.

Nell’interpellanza si ricorda come le denunce sulle condizioni sanitarie del centro, sul suo sovraffollamento e sul discutibile comportamento di alcuni esponenti delle forze dell’ordine, siano una violazione dei diritti fondamentali degli immigrati e come ormai i Cpt si siano trasformati in impropri centri di detenzione. Una situazione drammatica che dovrebbe essere portata a conoscenza del Parlamento attraverso i dati dell’inchiesta ministeriale avviata in questi giorni. Responsabile di tali degenerazioni – secondo gli interpellanti – è la legge Bossi-Fini che ha fallito l’obiettivo di realizzare un numero di Cpt adeguato alle necessità; ha allungato i tempi di detenzione; ha favorito la commistione fra i clandestini da espellere in via amministrativa e stranieri che sono nei centri in attesa dell’espulsione.

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