L’espulsione può avvenire nel caso in cui non si possegga il permesso di soggiorno e si continua a restare in Italia irregolarmente o anche clandestinamente. Il cosiddetto "foglio di via" è un provvedimento emesso dal Prefetto del luogo in cui è stata rilevata l’irregolarità, con il quale viene chiesto al cittadino extracomunitario privo di permesso di lasciare il territorio italiano. A ricordare gli aspetti del problema che coinvolge diversi stranieri presenti in Italia è l’avvocato Alessandro Patrizi, del Movimento Difesa del Cittadino che precisa: "Il Decreto di Espulsione (che non è il rifiuto del permesso di soggiorno, impugnabile dinanzi al TAR) può essere impugnato, qualora vi siano fondati motivi, innanzi al Tribunale del luogo in cui hanno sede la Prefettura e La Questura che ha disposto l’espulsione".

Per potersi opporre all’espulsione – continua Patrizi – è necessario depositare il ricorso con tutta la documentazione, a pena di decadenza, entro 5 gg dalla notifica (consegna) del decreto di espulsione (vedere della relata di notifica che solitamente è posta dietro il provvedimento di espulsione).
E’ importante – inoltre si legge nella nota – non far scadere i termini per l’opposizione. Infatti entro 5 giorni dall’avvenuta comunicazione dell’espulsione bisogna:

  • trovare dei giusti motivi che possano essere considerati fondamentali ai fini dell’accoglimento del ricorso (ad esempio siete sposati con un cittadino della comunità europea, oppure avete chiesto il rifugio politico ecc…);
  • redigere il ricorso;
  • depositarlo in cancelleria (ufficio immigrazione) oppure al ruolo generale con tutti i documenti che possono servire ai fini della valutazione del giudice;
  • chiedere, contemporaneamente al deposito del ricorso e se non conoscete la lingua, l’aiuto di un interprete;attendere la comunicazione del giorno dell’udienza. Tale comunicazione, vista l’urgenza che caratterizza la procedura dell’opposizione al decreto di espulsione, viene fatta a mezzo fax. In questo fax la cancelleria comunica la data e l’ora in cui si svolgerà l’udienza.

Successivamente – sottolinea l’avvocato dell’associazione -il giudice fissa l’udienza ed emette il provvedimento con cui accoglie o respinge il ricorso entro 10 gg dal giorno dell’avvenuto deposito del ricorso. Se il giudice risponde dopo che siano trascorsi i 10 giorni il suo provvedimento è nullo e ci si può opporre.Alcuni motivi in base ai quali si ritiene ingiusto il decreto di espulsione sono: essere sposati con un cittadino della comunità europea, oppure avere chiesto il rifugio politico.

Per ulteriori informazioni e assistenza per la redazione del ricorso telefonare allo Sportello Stranieri MDC Roma Est – Tel. 06 21709590 – oppure scrivere a: romaest@mdc.it

 

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