Minori stranieri non accompagnati: hanno meno di diciotto anni, vengono da fuori e arrivano da soli in Italia. Tendono ad aumentare, si concentrano soprattutto nelle città metropolitane e medie, provengono soprattutto da Romania, Albania e Marocco. La risposta degli enti locali è diversificata nel territorio nazionale. E per fronteggiare la situazione, i Comuni auspicano che si realizzi un Programma Nazionale Minori. Sono alcuni degli elementi che emergono dal primo "Rapporto ANCI sui Minori stranieri non accompagnati" realizzato dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani e presentato oggi a Roma da Fabio Sturani, Sindaco di Ancona e Vice Presidente dell’ANCI con delega sull’immigrazione alla presenza del Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Marcella Lucidi e del Presidente di UNICEF Italia Antonio Sclavi.

La ricerca è stata condotta inviando a tutti i Comuni italiani un questionario: sono stati 2396 i questionari restituiti, pari al 30% dell’intero universo. La ricerca ha distinto inoltre fra Comuni con meno di 15 mila abitanti e Comuni con più di 15 mila abitanti: i Comuni con meno di 15 mila abitanti che hanno risposto al questionario sono stati 1995, pari al 26,8% del totale, mentre quelli con popolazione superiore sono stati 401, pari al 60,4% del totale. Sono stati complessivamente 346 i Comuni che hanno dichiarato di aver preso in carico minori stranieri non accompagnati negli anni 2002 e 2003: i minori stranieri presi in carico sono stati rispettivamente 5646 nel 2002 e 6455 nel 2003, dei quali solo 239 giovani nei comuni con popolazione inferiore ai 15 mila abitanti. In base ai dati, rileva il rapporto, fra il 2002 e il 2003 si è dunque registrato un aumento del 14% dei minori stranieri non accompagnati presi in carico dai servizi degli enti locali. Il fenomeno è presente soprattutto nelle città metropolitane e nelle città di media popolazione: il 58% dei comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti, 231 su 401, hanno da soli accolto 6216 minori nel 2003. La distribuzione per Regione del 2003 vede al primo posto il Lazio (con 1055 minori stranieri non accompagnati presi in carico) seguito dal Friuli Venezia Giulia (889 minori), dall’Emila Romagna (868) e dalla Lombardia (801). A livello cittadino, al primo posto si segnalano Roma con 1022 minori stranieri presi in carico nel 2003, seguita da Milano (661), da Trieste (496), da Bologna (441) e da Firenze (405). Nel 2002 i minori assistiti dai Comuni per più di un mese sono stati pari al 39%, una percentuale che è salita al 41% nel 2003. I minori presi in carico che si sono resi irreperibili nel 2003 rappresentano il 49% sul totale di coloro che sono stati accolti.

Secondo il Rapporto, i minori in possesso di permesso di soggiorno per minore età rappresentano nel 2003 il 33% del totale, mentre quelli che hanno un permesso di soggiorno per affidamento sono il 14%: i rimanenti 3437 minori (il 53% complessivo) non risultano quindi in possesso di nessuna tipologia di permesso. Sono tre i Paesi da quali proviene la quasi totalità dei minori stranieri non accompagnati: i minori accolti provengono infatti prevalentemente dalla Romania (47%), dall’Albania (23%) e dal Marocco (19%). Le tre cittadinanze, sommate fra loro, rappresentano nel 2003 l’89% del fenomeno. I minori rumeni provengono soprattutto dalle aree del nord-ovest e del nord-est e da alcune città come Craiova e Bucarest; in Italia si concentrano soprattutto nel Friuli (a Trieste e Udine), nel Lazio (quasi esclusivamente a Roma) e in Lombardia (soprattutto a Milano). Anche in Toscana sono concentrati soprattutto nel capoluogo di regione come pure in Piemonte, mentre in Emilia Romagna la loro presenza è più diffusa sul territorio. I minori albanesi partono soprattutto dai porti di Durazzo e di Valona, dalle città di Scutari e Tirana e si trovano soprattutto in Toscana (a Firenze ma anche nei piccoli Comuni) e nella Puglia, con una presenza rilevante nel Lazio (Roma in particolare), in Veneto (Venezia, Padova e Verona), in Emilia Romagna, in Lombardia, nel Trentino e nel Friuli. La gran parte dei minori che viene dal Marocco arriva dall’area intorno a Khouribga, nel Marocco centrale, e da Casablanca e si concentra soprattutto in Lombardia (in particolare a Milano), in Piemonte (a Torino ma anche nei comuni più piccoli) e in Emilia Romagna (soprattutto Bologna e Modena). Gli enti locali spesso affrontano in solitudine il fenomeno. E fra le criticità evidenziate ci sono le difficoltà legate al rinnovo dei permessi di soggiorno alla maggiore età, l’elevata percentuale di minori stranieri non accompagnati fra quelli sottoposti a misure carcerarie e la presenza di prassi di gestione e di accoglienza diverse a livello territoriale, nonché la difficoltà di mantenere contatti stabili con le realtà di origine.

"Chiediamo un monitoraggio continuo sulla situazione dei flussi dei minori stranieri non accompagnati sul nostro territorio – ha detto Fabio Sturani – Pensiamo sia il caso di ragionare su un Programma nazionale di accoglienza ai minori". Fra le priorità individuate dal Ministro Ferrero rientrano dunque un Piano nazionale che metta assieme tutti i Ministeri interessati e una omogeneizzazione a livello territoriale, insieme alla modifica della legge Bossi-Fini. Utile potrebbe risultare il Fondo per l’inclusione sociale previsto dalla Finanziaria. C’è un problema legislativo legato al fatto che la legge Bossi-Fini, ha detto il Ministro, produce clandestinità. "Il punto – ha poi aggiunto Ferrero – è far sì che i Ministeri che si occupano di Welfare includano nel loro modo di fare politica l’inclusione per i migranti". "Abbiamo il problema – ha detto – di uniformare sul territorio le modalità di interfaccia fra Stato italiano e migranti. C’è il problema di formazione del personale pubblico e dello Stato, di formazione dei funzionari pubblici a tutti i livelli, perché siamo di fronte a novità in cui è necessario un di più di politica".

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