Il Presidente della regione Lombardia ha preso parte al convegno sul tema "Gli immigrati in Lombardia", nel corso del quale sono stati presentati i risultati del "Rapporto Regionale 2005" elaborato dall’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità. "Gli immigrati in Lombardia- ha dichiarato il Presidente Formigoni- rappresentano un fenomeno in forte crescita che deve essere governato, anche puntando ad un tasso sostenibile di nuovi ingressi. La legge Bossi-Fini mi pare lo stia facendo anche se continuo a pensare che sarebbe bene che la definizione delle quote fosse lasciata alle Regioni".Il convegno, organizzato dalla Regione Lombardia, dall’ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) e dall’Osservatorio regionale, giunto al suo quinto anno di vita, è stato anche l’occasione per tracciare un bilancio sulla realtà migratoria in Lombardia dal 2000 ad oggi.

"I dati dell’indagine – ha proseguito il presidente – ci dicono che l’integrazione non è solo un problema di anzianità di presenza in Italia ma anche di cultura: i più integrati sono gli stranieri di religione cristiana praticanti e quelli di religione musulmana non praticanti. Ciò significa che per realizzare dei seri percorsi di integrazione c’è un lavoro serio da fare sul livello dell’educazione, incominciando dalla scuola". "Per affrontare i problemi legati alle migrazioni – ha concluso Formigoni – la Lombardia stanzia ogni anno 7 milioni di euro, per centri di accoglienza, corsi di lingua italiana, sportelli informativi, ecc. Si tratta di centinaia di interventi, l’85% dei quali sono gestiti direttamente dal mondo del volontariato e del non profit".

"La cadenza annuale del rapporto – ha poi precisato l’assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale, Gian Carlo Abelli – ci consente di disporre di dati utili a capire l’evoluzione di un fenomeno tanto mutevole come è quello dell’immigrazione e di conseguenza ci permette di aggiornare il nostro sistema dei servizi per l’integrazione secondo le reali esigenze degli immigrati".

Visto nell’arco del quinquennio 2001-2005, il numero degli immigrati presenti è in grande crescita: tra il 1° gennaio 2001 e il 1° luglio 2005 l’aumento è stato di quasi il 90%. Al 1° gennaio 2001 la presenza degli stranieri in Lombardia era stimata tra un minimo di 405.000 e un massimo di 435.000 unità. Oggi la presenza è stimata tra un minimo di 776.000 e un massimo di 813.000 unità (quasi il 10% dell’intera popolazione lombarda) e con una crescita del 22,6% rispetto allo scorso anno. Dal 2001 al 2005, inoltre, si è verificato un tendenziale riequilibrio tra gli uomini e le donne all’interno della popolazione immigrata. A creare questa situazione hanno contribuito non solo i ricongiungimenti familiari ma anche l’immigrazione al femminile, soprattutto dall’America Latina dovuta a motivi lavorativi.

Nella scuola lombarda si registrano 187 differenti nazionalità di provenienza. Secondo i dati forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, durante l’anno scolastico 2004/2005 sono 88.170 gli alunni stranieri, il 40,0% dei quali concentrati nel Milanese, nel Bresciano (15.199) e nel Bergamasco (9.942). E’ tuttavia la provincia di Mantova a presentare la più alta incidenza di alunni stranieri rispetto all’intera popolazione studentesca, con quote che si attestano oltre il 12-13% per le scuole dell’infanzia, primarie o secondarie di primo grado.
La crescita diffusa delle nuove generazioni straniere è dimostrata dal fatto che essa ormai è dell’8-9% sul complesso degli alunni frequentanti istituti d’infanzia, scuole primarie o secondarie di primo grado in Lombardia, con quote più basse solamente nella scuola secondaria di secondo grado (3,8%), comunque anch’esse in decisivo aumento.

Per la prima volta, l’Osservatorio propone un tentativo di misurare il grado di integrazione degli immigrati attraverso un indice di integrazione, basato su quattro variabili: "permesso di soggiorno", "iscrizione anagrafica", "condizione lavorativa" e "condizione abitativa".
Da tale indicatore si rileva che, per quanto riguarda la distribuzione territoriale, la popolazione meno integrata si trova nelle province di Pavia e di Milano, quella più integrata nelle province di Lodi, Lecco e Mantova. Se si considera la cittadinanza, i marocchini spiccano con gli indiani per miglior punteggio d’integrazione. Sono sopra la media anche filippini, cinesi, egiziani e albanesi mentre peruviani, senegalesi, ecuadoriani e rumeni ottengono punteggi inferiori.

 

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