Anche per la mela annurca è in vista la tutela comunitaria. C’è, infatti, la richiesta del riconoscimento Igp (Indicazione geografica protetta) pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Ad annunciarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale rileva che questo particolare prodotto tipico della Campania si va ad aggiungere ai 149 che già caratterizzano l’agricoltura italiana come leader incontrastata in Europa in fatto di qualità e tipicità.

Il nostro Paese -sottolineano gli agricoltori- ha consolidato il suo primato con il maggior numero di prodotti a denominazione di origine tutelata -Dop (Denominazione d’origine protetta), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionale garantita)- che rappresentano oltre il 21 per cento del "paniere europeo". Ci seguono la Francia con 141 denominazioni, il Portogallo (93) e la Spagna (90). Non solo. Il valore economico complessivo (produzione e consumo) di questi prodotti arriva a circa 9 miliardi di euro. La mela campana comprende i frutti delle varietà annurca e annurca rossa del Sud. È definita la "regina delle mele" in virtù delle sue spiccate qualità organolettiche: sapore, gusto, aroma. Questo tipo di frutto è famoso per la sua polpa bianca croccante e compatta, gradevolmente acidula e profumata. E’ un prodotto dalle origini antichissime e ha un profondo legame con la "Campania felix". Luogo di origine sarebbe stato l’agroputeolano. Lo stesso Plinio il Vecchio, che descrisse questo frutto per primo nella sua monumentale enciclopedia "Naturalis Historia", parla di orcole quando descrive le mele che si producevano all’epoca in Pozzuoli.

Da qui i nomi di anorcola e annorcola utilizzati successivamente fino al definitivo annurca. Nella richiesta riportata dalla Gazzetta Ufficiale europea -afferma la Cia– si sottolinea che la zona di produzione comprende i territori di alcuni comuni ricadenti nelle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. La mela annurca viene, quindi, coltivata in quasi tutto il territorio campano, ma la sua concentrazione maggiore si ha in provincia di Caserta. In particolare vengono esaltate le sue caratteristiche quando è coltivata in alcuni areali del Casertano (Caianello, Teano, Valle di Maddaloni,), del Beneventano (S. Agata dei Goti) e del Napoletano. Uno degli elementi di tipicità che certamente caratterizzano l’annurca è l’arrossamento a terra che tale mela subisce nei "melai", un tempo rivestiti di strati di canapa detti "cannutoli", oggi sostituiti da altri materiali (paglia di cereali, trucioli di legno).

Questa pratica è volta a completare la maturazione della mela. Si opera adottando esclusivamente metodi tradizionali con procedure effettuate tutte a mano.La mela annurca ha una produzione di 50.000 tonnellate medie annue su oltre 5000 ettari. Le sue qualità, fino a poco tempo fa apprezzate particolarmente dai consumatori campani e laziali, ai quali viene destinata la maggior parte della produzione, stanno progressivamente conquistando sempre maggiori spazi anche nei mercati dell’Italia centro-settentrionale e all’estero. Comunque -conclude la Cia- riconoscimento Igp costituirà un ulteriore elemento per sviluppare ulteriormente la diffusione di questa deliziosa mela.


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